Gazzetta di Modena

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Dall’Olanda gli spedivano i semi di “maria”

di Carlo Gregori
Dall’Olanda gli spedivano i semi di “maria”

Facoltoso 40enne a processo per il pacco e anche per tre etti di hascisc: «La fumo, mai spacciato»

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Sono stati sei semi di cannabis a metterlo nei guai: dopo che la dogana li ha intercettati in un pacchetto arrivato all’aeroporto, hanno suonato il campanello della sua villa alle porte di Modena e lui stesso ha consegnato tre etti di hascisc che teneva in casa. Ma ha sempre ribadito che tutto questo “materiale” che lo incriminava era sì droga ma non per spaccio. «Me la fumo io», ha spiegato alle “fiamme gialle”. E questa sua posizione è stata ribadita anche nel corso del processo che si è aperto ieri con rito abbreviato davanti al giudice Andrea Romito.

L’imputato è un ultraquarantenne facoltoso che abita appena fuori dall’area urbana. Lo assiste l’avvocato riminese Carlo Alberto Zaina. Ieri l’udienza stata subito rinviata per essere discussa in sede di processo con rito abbreviato (in questo modo l’imputato avrà diritto allo sconto di un terzo dell’eventuale pena in caso di condanna). Tutto ha preso le mosse da un controllo di routine alla dogana dell’aeroporto. In un cesto di pacchi e pacchetti appena arrivati, l’occhio del finanziere è caduto su una piccola confezione che arrivava dall’Olanda. Dentro sono state trovate sei confezioni contenenti ciascuna un seme di cannabis. Seme adatto alla coltivazione di marijuana, anche se, come poi è stato appurato da un esame di laboratorio, conteneva poco “Thc”, il principio attivo dei cannabisoidi e quindi l’effetto era scarso. Un simile ritrovamento ha spinto la guardia di finanza ad approfondire la questione. Il destinatario era ben scritto nell’indirizzo sul pacchetto e quindi è bastato suonare al campanello della sua villa. Il 40enne ha fatto accomodare le “fiamme gialle”. Gli agenti gli hanno chiesto spiegazioni del pacchetto. E prima che scattasse una perquisizione lo stesso proprietario della casa ha indicato alla guardia di finanza dove si trovavano tre etti di hascisc. I panetti di droga sono stati sequestrati.

Subito dopo è scattata la classica accusa di detenzione di sostanza stupefacente a scopo di spaccio, ma l’ex proprietario di semi e panetti di hascisc ha sempre negato di tenere droga in casa per spacciarla. «Non ho mai spacciato - ha chiarito - è per me. Me la fumo». Insomma, rivendica una posizione chiara: quella di un consumatore. Ma non è bastato per evitare il rinvio a giudizio e ora la stessa tesi sarà sostenuta davanti al giudice. Il suo difensore ha ottenuto di poter presentare una documentazione che chiarisce l’uso che viene fato dall’imputato di questa droga “leggera”. Un tema, come noto, molto dibattuto in questi mesi, sostenuto da chi spinge per la liberalizzazione del consumo.

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