Ferrari:per l'offerta in Borsa richieste per dieci volte
L'offerta della Ferrari in Borsa per la quotazione a Wall Street sarà lanciata. Il valore dell'offerta sarà di 1 miliardo di dollari, mentre il prezzo definitivo di collocamento sarà fissato durante la settimana del 12 ottobre. Le richieste sono dieci volte l'offerta del 10% che andrà sul mercato. target di prezzo a 16,5 euro per gli analisti
MARANELLO - Arriva l'offerta della Ferrari in Borsa e il Cavallino si prepara a sfrecciare a Wall Street. Il valore dell'offerta sarà di 1 miliardo di dollari, mentre il prezzo definitivo di collocamento sarà fissato durante la settimana del 12 ottobre prossimo perchè, come ha spiegato Sergio Marchionne, la quotazione non può aver luogo prima della scadenza del primo anno di vita della nuova società frutto della fusione tra Fiat e Chrysler. Al mercato sarà offerto il 10% del capitale e Marchionne ha più volte espresso l'auspicio di spuntare una valutazione di almeno 10 miliardi. Secondo l'agenzia Bloomberg il traguardo è a portata di mano: indiscrezioni di mercato parlano di una domanda superiore di oltre 10 volte all'offerta. Il collocamento che dovrebbe concludersi verso fine ottobre con lo sbarco a Wall Street, prepara lo scorporo a favore degli azionisti di Fca dell'80% del capitale in mano al gruppo italo-americano. Piero Ferrari, vice presidente e figlio del fondatore Enzo Ferrari, controlla il 10%.
Dopo lo scorporo, l'azionariato di Ferrari NV (la holding olandese del Cavallino) vedrà Exor, la holding degli Agnelli, al 24% del capitale, Piero Ferrari al 10% e il restante 66% sul mercato; grazie al meccanismo dei diritti di voto doppi, previsto dalla legge olandese, però, Exor e Piero Ferrari saranno in grado di mantenere il controllo dell'azienda. A dare il via allo scorporo dovrà essere un'assemblea straordinaria dei soci Fca, che si terrà ad Amsterdam e potrebbe essere convocata per dicembre.
Sempre dopo lo scorporo verrà eventualmente chiesta la quotazione a Milano. Le turbolenze delle ultime settimane aggravate dallo scandalo Vw, non hanno per ora modificato il calendario del collocamento: Marchionne, del resto, punta a "vendere" la casa di Maranello come un titolo del lusso, per la sua esclusività, più che un costruttore di auto qualsiasi. L'offerta pubblica dei titoli del Cavallino consentirà a Fca di ridurre il debito netto industriale, che a fine giugno era pari a 8 miliardi di euro.
Il taglio dovrebbe essere di circa tre miliardi: uno legato all'incasso del collocamento e altri due che verranno spostati dal bilancio Fca su quello del Cavallino Rampante.
La valorizzazione di Ferrari dovrebbe poi permettere un recupero patrimoniale del resto del gruppo e costituire una sorta di cuscinetto contro eventuali ulteriori tonfi dei mercati.
Il margine operativo lordo si attesterà attorno a 2,1 volte. Gli esperti di Intermonte hanno commentato che la notizia è positiva per Fca, visto che si ridurrà maggiormente il debito in capo alla casa controllante e si abbatterà dunque il costo del debito.
Gli analisti della sim hanno confermato un target di prezzo a 16,5 euro. Sempre dalle comunicazioni alla Sec è emerso che nel gruppo delle banche in campo per l'Offerta pubblica iniziale di Maranello a New York entrano anche l'italiana Mediobanca e Jp Morgan. Già in precedenza Ferrari aveva comunicato come responsabili del collocamento Ubs, Merrill Lynch, Banco Santander e Bnp Paribas.
La registrazione alla Sec per quotarsi a Wall Street era già stata fatta dal gruppo del Cavallino Rampante il 23 luglio Il consorzio originale, viene spiegato dalla Ferrari, è Ubs, Merril Lynch e Banco Santander. A queste si sono poi aggiunte Bnp-Paribas, Mediobanca, Jp Morgan e Allen & Co.
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