La Finanza acquisisce documenti in Cpl
Concordia. Nuove indagini aperte sui rapporti con altre aziende del territorio durante la gestione di Casari & C.
CONCORDIA. L’ultima volta erano stati i carabinieri a presentarsi ai cancelli della Cpl per acquisire documentazione sul Modena Calcio e su alcuni appalti non ancora entrati nelle indagini delle procure di Modena e Napoli, che si stanno concentrando sulla metanizzazione di Ischia e la creazione di presunti fondi neri. Martedì, invece, sono stati gli uomini della Guardia di Finanza a presentarsi in sede a Concordia per un’ulteriore acquisizione di documentazione. Non si tratta di una perquisizione, ma le Fiamme Gialle hanno chiesto espressamente certi incartamenti che potrebbero collegare Cpl ad altre aziende del territorio per vicende che riguardano appalti, finora rimasti marginali rispetto al nucleo centrale dell’indagine che porterà a processo l’ex presidente Roberto Casari, i consiglieri Nicola Verrini e Maurizio Rinaldi, il consulente pentito Francesco Simone, e il collega Giorgio Montali, il fratello del sindaco di Ischia Ferrandino e la stessa cooperativa Cpl. Tra i reati contestati dal procuratore capo Lucia Musti e dai due sostituti Pasquale Mazzei e Marco Niccolini, ci sono a vario titolo associazione a delinquere, corruzione, false fatturazioni e dichiarazioni infedeli per creare fondi neri.
Ma come ha più volte sostenuto anche la procura geminiana, oltre a quella di Napoli, di filoni d’inchiesta se ne sarebbero potuti aprire anche altri perché il materiale a disposizione sarebbe dovuto essere analizzato nel dettaglio. Ecco allora che in questo contesto si inserisce l’operazione della Guardia di Finanza di Napoli, disposta dalla magistratura partenopea. Si cercano riscontri su rapporti di collaborazione e fornitura con altre imprese, sancite da regolari contratti, ma sui quali è necessario fare luce.
Le informazioni che trapelano parlano di documenti collegati a lavori eseguiti nel meridione e non si escludono ulteriori verifiche o sequestri. Su Napoli, infatti, ruotano due inchieste: quella dei presunti corrotti di Ischia e quella della direzione distrettuale antimafia per la metanizzazione dell’agroaversano, sostenuta anche dalle accuse del boss pentito, Antonio Iovine.
Francesco Dondi
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