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Minori non accompagnati: adesso è vera emergenza

Minori non accompagnati: adesso è vera emergenza

Boom di arrivi tra agosto e settembre, ora sono già 85 e il Comune è in difficoltà L’assessore Urbelli: «Posti finiti in famiglie e comunità e soldi non ce ne sono più»

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Tra agosto e settembre, in soli due mesi, sono arrivati a Modena circa 45 minori stranieri non accompagnati, più della metà di quelli giunti complessivamente durante tutto lo scorso anno quando furono 68. Questo boom di arrivi sta mettendo in crisi le strutture di accoglienza del Comune, il soggetto che per legge ha il compito di occuparsene dopo l'identificazione da parte delle Forze dell'ordine.

L’assessore al welfare Giuliana Urbelli non nasconde l’emergenza: «Dall'inizio dell'anno siamo già a quota 85, che si sommano a quelli già ospitati nelle strutture d'accoglienza dedicate ai minori… Ora siamo davvero in difficoltà»

«Modena ha una tradizione di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati che arrivavano sul territorio, e non solo dovuta al fatto che il Comune in cui viene ritrovato un minore senza parenti, cioè in stato di abbandono, è tenuto per legge a provvedervi. I Servizi sociali elaborano un progetto personale che prevede l'accoglienza in famiglia o in comunità a seconda dell'età e dei bisogni, e un percorso che li accompagna fino alla maggiore età. Ma adesso, davanti all'ondata anomala di arrivi che si sta registrando a Modena come nel resto della regione e di cui nessuno ci aveva in alcun modo preavvertito, siamo in seria difficoltà".

Chi sono questi nuovi arrivi? «Sono giovani soprattutto provenienti da Pakistan, Bangladesh e addirittura dall'Albania, cosa che non accadeva da tempo. Il Comune non ha ormai più posti, né in famiglia né in comunità; stiamo esaurendo tutte le disponibilità anche quelle attivate in strutture fuori dal territorio comunale e ci sono seri problemi anche di risorse economiche».

«Abbiamo già informato la Prefettura della situazione - prosegue l’assessore Urbelli - e stiamo cercando di coinvolgere e sensibilizzare tutti i soggetti, associazioni ed enti, che a livello locale possono aiutarci e sostenerci nel garantire l'accoglienza. Da parte nostra, nonostante l'impegno straordinario degli operatori, di fronte ad arrivi di gruppo risulta difficile anche predisporre un progetto e un tipo di accoglienza che non sia emergenziale».

«Nei casi in cui dubitiamo della minore età abbiamo attivato, grazie alla collaborazione dei Servizi di Medicina Legale e Radiologia del Policlinico, un canale diretto per l'effettuazione degli esami auxologici, in modo da avere rapidamente un chiaro indirizzo rispetto alla presa in carico: in molti degli ultimi casi analizzati, per esempio, si è riscontrata la maggiore età e quei giovani, ovviamente, non sono stati inseriti nei percorsi di accoglienza dei minori». La legge prevede che, nel caso di minori stranieri non accompagnati, il Comune è obbligato a collocarli in un luogo protetto, come una comunità o una famiglia affidataria. Per questi minori il giudice tutelare apre la tutela in capo al sindaco che gestisce gli atti conseguenti attraverso i Servizi sociali.(s.to)

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