Serramazzoni: «Non abbattete la quercia secolare delle Casellette»
Un gruppo di abitanti ferma gli operai pronti per il taglio. Il Comune media: «Analisi e poi la decisione»
SERRAMAZZONI. È diventata un caso la quercia plurisecolare – secondo alcuni ha 250 anni - che generazioni e generazioni hanno visto crescere a lato della strada che porta a Monfestino, in località Casellette. Negli ultimi tempi le sue condizioni sono peggiorate, al punto che oggi praticamente metà della pianta sembra secca, e proprio dalla parte che si affaccia sulla strada. Questo ha condotto il proprietario (sorge su area privata) a chiedere e ottenere dal Comune l'autorizzazione all'abbattimento, a tutela dell'incolumità pubblica per evitare, in vista dell'inverno, il rischio di una caduta rami o peggio sulla carreggiata. Era già stata scelta la ditta e sabato mattina era venuta per l'intervento, ma si è dovuta fermare davanti alle accese proteste di un gruppo di residenti che non ne volevano sapere di perdere una sorta di monumento verde che per metà appare ancora in salute. Sono arrivati anche i tecnici comunali e si sono creati momenti di forte tensione verbale, tanto che è stato richiesto un sopralluogo della polizia municipale. Testimoni riferiscono di una discussione estremamente animata, tanto che per provare lo stato critico dell'albero i tecnici avrebbero fatto anche un sondaggio piuttosto invasivo sul tronco che ha portato via diversi centimetri di corteccia. I segni sono tuttora evidenti, al punto che la circonferenza misurata lì oggi è inferiore ai 4 metri (la quota che definisce una quercia “patriarca”), mentre alla base è tuttora di 4,12. Per evitare di esasperare la situazione, l'assessore all'ambiente Simone Gianaroli è intervenuto disponendo la sospensione dell'intervento, in attesa di un sopralluogo di una squadra di esperti del Consorzio Fitosaniario di Modena, ai quali è stato demandato un parere specialistico sulle condizioni della pianta. Sono arrivati ieri mattina e hanno fatto le loro rilevazioni. Il responso è atteso nelle prossime ore, e a questo è appeso il destino della quercia: «Se la relazione evidenzierà una capacità di recupero della pianta – spiega Gianaroli – diremo ai proprietari che devono adeguarsi ed effettuare le operazioni necessarie. Ma se emergerà una situazione ormai compromessa, non resterà che procedere all'abbattimento. Non si tratta di un albero classificato quale bene regionale, non è sotto tutela della Soprintendenza e il responsabile di servizio ha legittimamente disposto il taglio, perché in caso di caduta rami e incidenti, la responsabilità è sua. Ma dietro mia richiesta ha accettato la sospensione e l'ulteriore verifica dello stato di fatto. Dispiace a tutti tagliare delle piante, ma la sicurezza deve essere garantita». L'ipotesi della potatura sembra poco percorribile, perché rischierebbe di creare solo uno squilibrio che peggiorerebbe la situazione.
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