Gazzetta di Modena

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Bandito mascherato assalta armato le Poste di Casola

di Daniele Montanari
Bandito mascherato assalta armato le Poste di Casola

Montefiorino. Ha puntato la pistola contro l’impiegato ma prima di fuggire si è dovuto accontentare di 190 euro

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MONTEFIORINO. Ha destato profonda impressione nella piccola comunità di Casola di Montefiorino la rapina che ha visto ieri bersaglio l'ufficio postale della frazione. Sembrava una mattina come tante, poi improvvisamente è accaduto l'impensabile: un uomo con il volto coperto (non da un passamontagna, sembra da una specie di maschera di silicone, ma la ricostruzione è ancora da approfondire) ha fatto irruzione intimando al responsabile, pistola alla mano (non puntata, ma esibita chiaramente), di consegnarli tutti i soldi. Lui, benché sotto choc, è riuscito a spiegargli che non era possibile perché con i nuovi sistemi a chiusura temporizzata non ci sono più negli uffici grosse quantità di liquidi: i soldi vengono disponibili a seconda delle operazioni, e c'è da attendere tutto il processo, che può richiedere anche dieci minuti. Il rapinatore nonostante l'agitazione si è reso conto della realtà e a quel punto gli ha detto di consegnarli quello che aveva nel cassetto, all'incirca 190 euro. Li ha presi ed è scappato via di corsa a piedi, probabilmente per raggiungere un mezzo che aveva parcheggiato a debita distanza. Subito dopo la rapina si era diffusa la voce di due pick up sospetti visti davanti all'ufficio che facevano pensare a dei complici, ma poi si è accertato che non c'entravano nulla. Del resto sarebbe stata abbastanza insolita una tale mobilitazione di mezzi per l'assalto a quello che rimane un piccolo ufficio di montagna. Sul posto sono subito sopraggiunti i carabinieri di Montefiorino ed è scattata la mobilitazione di tutte le stazioni dell'Appennino: da Pavullo è arrivato il nucleo Radiomobile; da Frassinoro, Pievepelago, Sestola e Serramazzoni sono partite le varie pattuglie per cinturare la zona in un contesto di montagna dove però le vie di fuga sono tantissime. Sul posto invece sono stati effettuati tutti i rilievi a caccia di impronte digitali ed elementi utili a risalire al responsabile, dinamica complicata dal fatto che all'interno non era presente un sistema di videosorveglianza. Il bandito ha agito il primo del mese, sapendo bene che in quel momento arriva il contante per il pagamento delle pensioni. Però probabilmente non si è trattato di uno molto del “mestiere”, altrimenti avrebbe saputo che i nuovi sistemi temporizzati non lasciano nessun “tesoretto” nella cassaforte. Colpo dunque minimo per l'entità, ma grave per il contesto, visto che è andato a incidere su una comunità estranea a questo tipo di azioni. «Mi è spiaciuto tantissimo quando ho saputo dell'episodio – commenta il sindaco Antonella Gualmini – l'ufficio postale è una realtà storica per la frazione e va avanti da generazioni. Un fatto del genere a Casola nessuno se lo sarebbe mai aspettato. Siamo vicini alla vittima, e auspichiamo che si lasci dietro al più presto questa brutta mattina».

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