Gazzetta di Modena

Modena

Internet, a Modena è boom di truffati

di Gabriele Farina
Internet, a Modena è boom di truffati

E l’anno scorso il dramma di un modenese indagato per pedopornografia, poi scagionato. Ma lui si era già sparato

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Furti d’identità a Modena? «Le cifre sono spaventose». Lo ha confermato Pietro Suffritti, esperto d’informatica a livello nazionale. Il tema sarà approfondito domani al dipartimento di Fisica (scheda a fianco). I dati mostrano un fenomeno in aumento. Lo scorso anno un osservatorio apposito (Crif 2014) ha rilevato 25mila 500 frodi creditizie in Italia per una perdita economica di 171 milioni di euro.

Vitime raddoppiate. Appena quattro anni prima le vittime erano state circa 11mila: meno della metà. Circa 92 i milioni di euro allora transitati dai legittimi proprietari nelle mani sbagliate. Spesso dietro c’è la criminalità organizzata. I ricavi, ha spiegato Suffritti, sono paragonabili a quelli del mercato della cocaina. Si froda dove c’è ricchezza e la rete non fa eccezione.

"Cifre spaventose". «Le cifre su Modena sono spaventose - ha assicurato Suffritti - di sicuro molto più alte della media nazionale». I numeri rappresentano la patina visibile di un mondo sommerso. «Le frodi di 300 euro non le vai neanche a denunciare - ha ripreso il coordinatore della commissione informatica del Collegio dei periti industriali di Modena - ci sono persone a cui hanno prelevato ogni mese 1.50 euro dalla carta di credito. Pensavano fossero commissioni. Moltiplicate per anni per migliaia di persone! La mafia russa campa su questo. Non ci sono neanche leggi che definiscono il crimine informatico. Per non parlare di quando sono gli organi di Stato ad attaccare». In generale, «basta pochissima gente, estremamente esperta e risorse minime. Il rischio di essere beccato è inesistente». Secondo la ricerca, una persona su dieci s’è accorta di essere stata vittima di una frode creditizia dopo oltre cinque anni. I più colpiti gli uomini (62,4%) tra i 41 e i 50 anni (25,1% del totale). I furti d’identità in rete possono avere gravi conseguenze. «Potresti trovarti il nucleo operativo centrale di sicurezza in casa - ha ribadito Suffritti - ed essere portato via per qualcosa che non hai commesso. Oppure dover dimostrare che non eri tu il pedopornografo. È successo un caso a Modena di un uomo ingiustamente accusato, poi scagionato, che si è sparato».

Pedopornografia. Secondo Suffritti, la pedopornografia sul web è una leggenda metropolitana. Un aspetto su cui riflettere l’estensione della norma: «L’intervento immediato delle forze dell’ordine è stato ribaltato pari pari sul diritto d’autore. Se penso sia stato violato vado dalla polizia postale: se riesco a convincerli bloccano sia il sito sia l’indirizzo IP (protocollo internet). Il secondo contiene l’accesso a decine di migliaia di siti. Ciò senza verifiche, pronunciamento del giudice o indagine di un pubblico ministero. L’Italia ha, come la Cina, firewall molto insidiosi, ma nessuno ne sa nulla». Allo stesso modo, le cattive informazioni possono fare molto danno in poco tempo. «L’Italia aveva una popolazione tra le più accoglienti di Europa - ha confermato Suffritti - ma ora è profondamente razzista per bufale messe in giro ad arte. Un migrante non percepisce 35 euro al giorno. È la cifra messa da parte per affrontare le sue esigenze. La psicosi sull’olio di palma è di tre mesi fa e ha portato danni da milioni di euro». Tra gli ospiti domani Antonio Apruzzese, già capo della Polizia postale.

Attesi numerosi studenti per quella che sarà anche l’edizione numero 25 della Giornata del perito industriale. «Vivere nel villaggio globale senza conoscerne i pericoli - ha concluso Alberto Bevini, presidente del Collegio modenese - è come per Cappuccetto Rosso andare nel bosco senza difese».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google