Mozart fa bene al vino
di PARIDE RABITTI * Vendemmia 2015, come sarà l'annata? “Fammi indovino che ti faccio ricco”. Certamente l’uva è ottima e abbondante ma il vino si fa in cantina, chi lavorerà bene su qualità e...
di PARIDE RABITTI *
Vendemmia 2015, come sarà l'annata? “Fammi indovino che ti faccio ricco”. Certamente l’uva è ottima e abbondante ma il vino si fa in cantina, chi lavorerà bene su qualità e territorio farà la differenza.
Il vino biologico un tempo era considerato un prodotto di nicchia. Oggi si sta diffondendo una maggior attenzione all'uso di pesticidi e solfiti composti da ossigeno e zolfo, anche se in realtà non esiste vino, nemmeno quello bio che non contenga solfiti, ne sono infatti consentiti 100/150 mg/l. Il famoso cerchio alla testa dovuto alla loro presenza pare sia una leggenda metropolitana in quanto molti prodotti industriali contengono molti più solfiti di quelli usati in enologia celati da sigle come E-220 e possono raggiungere tranquillamente i 200 fin anche i 2000 mg/l. Il termine pesticida ha talvolta un’accezione negativa, relativa ai potenziali danni alla salute umana e all'ambiente, l'uso troppo pesante di pesticidi è sicuramente dannoso ma non dimentichiamo che i danni creati dai parassiti possono essere anche peggiori, quindi è giusta l'attenzione sull'uso dei pesticidi ma va tenuta alta la guardia contro i parassiti. Paradossalmente, in Germania, sostituendo il concime chimico con fertilizzanti di escrementi bovini si diffuse il famigerato batterio-killer creando l'ambiente ideale per la mutazione genetica e la sua propagazione in ambito agricolo.
La musica classica riversata in vigna da diffusori acustici è oggi l'ultima frontiera tentata da alcune cantine in Italia e Mozart ottiene efficaci risultati nella cura dell'uva, emblematico il caso di Carlo Cignozzi che si è dedicato alla produzione di Brunello di Montalcino con questa tecnica tanto da ribattezzare la vigna “Mozart” attirando l'attenzione delle università e di mostri sacri dell'alta fedeltà sonora come la Bose.
Un caso simile lo abbiamo anche noi a Rami di Ravarino di Modena dove la Cantina Casolari si è lanciata in questa esperienza enologica sperimentale con musica diffusa tra i filari dove anche qui università, artisti e musicisti collaborano a questo progetto di biosonorità dove le onde sonore a bassa frequenze stimolando la pianta e la rendono più resistente alle malattie abbattendo al contempo drasticamente l'uso di rame e zolfo.
Il vino nato da questa “vinosofia” si chiama Mozart due etichette di Lambrusco un Sorbara spumante brut e un Grasparossa, l'etichetta ritrae lo stesso Mozart interpretato in chiave pop dall'artista Steve Kaufman, assistente di Andy Wharol.
* Il Lambruscologo
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