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Teatro Carani, per riaprire servono almeno due anni

Teatro Carani, per riaprire servono almeno due anni

L’annuncio del sindaco Pistoni dopo l’incontro con il comitato cittadino Prende forma l’ipotesi di riaprire il San Francesco. Fondi a disposizione

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Due anni di lavori almeno per riaprire il teatro Carani. Li ha quantificati il sindaco Claudio Pistoni incontrando il Comitato Salviamo il teatro Carani, formato da cittadini preoccupati per le sorti della struttura, chiusa dall'ottobre 2014 a causa di un crollo di un controsoffitto. Per non rimanere per un periodo così lungo senza alternative, il Comune sta studiando altre ipotesi e la più concreta è una riapertura del San Francesco, almeno come cinema, di cui la giunta e l'Unità pastorale Sassuolo centro stanno parlando già da un po' di tempo per vedere a chi affidare la gestione. Il comitato e il sindaco si sono incontrati il 24 settembre: Pistoni ha confermato la volontà dell’amministrazione di trovare una soluzione che preveda la riapertura del teatro, con o senza acquisto dell’immobile. Ma sui tempi non ha potuto fornire certezze. «Visti i lavori che dovranno essere effettuati – ha spiegato il primo cittadino - per parte privata o per parte pubblica se si concretizzerà l’acquisto o altro accordo, i tempi non potranno essere inferiori ad un paio d’anni. Per una corretta quantificazione sono in corso valutazioni da parte della proprietà e del Comune stesso, tramite incontri congiunti (e significa se non altro che il municipio e gli eredi Carani sono in contatto) che stanno redigendo un computo metrico estimativo delle opere necessarie alla riapertura. Il computo verrà consegnato entro circa venti giorni». «Qualora i tempi si rivelino eccessivamente prolungati - spiega il Comitato - la giunta non esclude soluzioni alternative per riproporre l’offerta teatrale in città». Ed è in questo ambito che l'ipotesi San Francesco sta prendendo forma: il Politeama ha bisogno di lavori quanto e più del Carani, l'auditorium Bertoli è troppo piccolo, il San Francesco, chiuso dal 2011, può essere riaperto con un investimento relativamente basso. I circa 200mila euro stanziati a bilancio per la stagione teatrale ci sono ancora e potrebbero aiutare. Il Comitato si è raccomandato «che qualsiasi soluzione abbia carattere temporaneo e serva a tamponare l’emergenza e non ad allontanare la funzionalità di un teatro storico cittadino». Il sindaco ha anche confermato che la classificazione urbanistica dell’immobile non prevede altre soluzioni, quali la destinazione commerciale o residenziale, fugando le paure del comitato, che temeva il deperimento dell'immobile e poi la sua modifica d'uso. Infine Pistoni si è dichiarato disponibile alla ricerca di un accordo con la proprietà rivolto all’acquisto o al diritto d’uso della struttura.(g.b.)

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