Il made in Italy cavalca l’onda e la moda diventa uno show
Il mare grande filo conduttore delle collezioni per la primavera estate 2016 Echi classici e stretta attualità per far rivivere il mito della nascita di Venere
Modelle sorridenti (finalmente!) che si scattano selfie come turiste qualunque, sulla passerella di Dolce&Gabbana trasformata per l'occasione in un paesaggio da cartolina della nostra amata Italia ma immediatamente fruibile online in ogni parte del mondo. I due stilisti stampano su abiti a tunichetta gli scorci più famosi del Bel Paese. I baci arrivano da Amalfi, Portofino, Como, Pisa, Roma, Venezia, Firenze, rassicuranti come le silhouette che da anni contraddistinguono lo stile dell'eclettico duo.
Il mare, l'oceano con le sue onde alte come palazzi è lo sfondo della sfilata di Dsquared dove tornano le top Mariacarla Boscono, Alessandra Ambrosio e Caroline Trentini. Ricoperte di diamanti, escono dall'acqua indossando abiti di tessuto scuba, neoprene con il costume che si trasforma in top da abbinare a maxi gonne per il più sfrenato party sulla spiaggia. I colori sono quelli fluorescenti ed accesi dell'abbigliamento dei surfisti.
Escono anche loro dall'acqua, ma stavolta è il mare dal quale è nata Venere, le sexy sirene di Fausto Puglisi, che mixa il suo amore per la Sicilia (sua terra natia) con quello per gli Stati Uniti (dove giovanissimo ha iniziato la sua carriera). Queste creature mitologiche indossano mini pepli color block con stivali texani iper decorati e grandi cinture trofeo come se avessero vinto un rodeo. Visitando i Musei Vaticani, lo stilista è rimasto folgorato dal Laocoonte che ha riproposto sulla maglieria, in una continua alternanza tra classicismo e anni '80.
Racconta di migrazioni via mare la collezione di Stella Jean, stilista da sempre attenta all'attualità. Trentatré look che idealmente ripercorrono gli scali storici di questi viaggi di speranza: Sud America, Nord America, Africa, Europa. Gli abiti sono ampi e candidi ammiccanti ai costumi tradizionali delle “Signore di Bahia” e della costa brasiliana, fluidi gonnelloni e gonne ad anfora della tradizione peruviana, morbidi chemisier, casacche rigate, bomber college e camicie over da cowboy, il tutto a intervalli arricchito, in un instancabile gioco di sovrapposizioni, da balze, rouches, applicazioni e scene di vita di andina memoria, dipinte e ricamate a mano con rafia e pietre. Le lunghezze sono maxi, midi, mini. I tessuti sono: cotone, cotone tessuto a telaio a mano in Burkina Faso, lino, macramè, maglia, pizzo Sangallo, raffia, seta che danno corpo a silhouette over, fluide, ad anfora, boxy, mannish, ladylike.
Luisa Beccaria ha messo in scena un romantico campo in fiore con tanto di altalene celebrando l'estetica di Alma Tadema e Ofelia di Millais. Abiti botticelliani, leggeri, aerei, ricchi dai volumi ampi nelle gonne, ma stretti in vita come li indossavano due icone degli anni settanta come Talitha Getty o Marisa Berenson. Queste fanciulle in fiore indossano organza stampata con garofani, rose, viole ed irisi che diventano tridimensionali e ondeggiano ad ogni passo. Fragili, come petali, ma forti come gli steli che li sorreggono. (m.v.m.)
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