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La rassicurante creatività emiliana conquista le passerelle milanesi

di Maria Vittoria Melchioni
La rassicurante creatività emiliana conquista le passerelle milanesi

Grande consenso da un parterre di vip per Armani, Trussardi, Blumarine ed Elisabetta Franchi Eterogenee letture della femminilità tra citazioni medievali ed esaltazione di bellezza e sensualità

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MILANO. L’alta qualità della vita in Emilia è stata portata dai nostri stilisti sulle passerelle della settimana della moda a Milano che si è conclusa lunedì con il meraviglioso défilé di Giorgio Armani. Re Giorgio, che si è raccontato in un libro che porta il suo nome, ha sconvolto i suoi canoni cromatici presentando un collezione il cui fil rouge è proprio il rosso. «Ho voluto dare alle donne quello che chiedono chiaramente: essere belle e sexy» ha dichiarato lo stilista piacentino.

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Anna Molinari riporta in una Milano freddina ma soleggiata, tutto il calore dell'estate con la gioiosa collezione Blugirl. Una festosa celebrazione della giovinezza con accessori dorati con il nome della stilista scandito a lettere cubitali. È una ragazza libera, energica, ottimista, ironica, che vive con leggerezza. La stessa leggerezza delle farfalle che volano leziose su tutine, maxi abiti e chemisier, con orli che si accorciano e allungano senza una regola precisa.

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Gli chemisier di popeline o di denim, percorsi da balze all’orlo, si aprono irridenti su shorts e costumi da bagno. Dopo il monocromo bianco e nero, ecco le righe, semplici o rese scintillanti da miriadi di paillettes. Sandali intrecciati chiusi da grosse nappe completano lo spirito seducente della collezione. I tessuti sono quelli tipici estivi come il cotone, la maglina, il pizzo macramé in versione maxi, ma anche i raffinati e ammiccanti taffetas, plumetis e crêpe de Chine.

È una donna poliedrica e cosmopolita quella di Blumarine, ma con profonde radici emiliane. Nei tessuti scelti come la canapa, largamente diffusa sul nostro territorio fino al dopoguerra, o l'impalpabile seta che la nostra regione produce in modo talmente sublime da competere con il mercato orientale che giungeva in Italia da Venezia. Una collezione intrisa di ricordi di famiglia sublimati nella mini bag in vernice colorata ricoperta di borchie, che prende il nome dalla mamma della stilista: Odette. É un'eleganza soffusa che non segue regole se non quella di abbinare lusso e pragmatismo, che trae ispirazione dai look non convenzionali della giornalista e fotografa svizzera Annemarie Schwarzenbach.

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Una Giovanna d’Arco metropolitana è invece l’ispirazione che Elisabetta Franchi ha trasposto in una collezione “aggressiva” e chic dove le frange, le stampe animalier e particolari lavorazioni dei tessuti che li fanno sembrare piume di falco rievocano l’abbigliamento da battaglia della santa guerriera. Spiritualità, forza, sensualità. Contrasti che ben si concretizzano nell’uso dei colori come il nero abbinato al crème, il total black potente e seducente, il tabacco, il cipria e il rosso lampone.

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Gaia Trussardi ha fatto un vero e proprio viaggio nei ricordi aprendo dell’archivio di maison: «La modernità e leggerezza delle sfilate degli anni ’80 e ‘90 continuano ad affascinarmi» racconta la stilista. Tutto si mischia e si indossa a strati. Tailleur liquidi. Gilet con frange. Blazer leggeri come camicie. Sahariane e spolverini costruiti come top. Caftani fluidi. Camosci extra light.

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Tutto scivola come acqua, sciogliendosi sul corpo in una teoria di forme e toni in contrasto e in armonia. «Il gioco è retto dalla grande expertise di Trussardi” - commenta Gaia Trussardi - Materiali rustici come rafia, stuoie gessate e rigate, garza e lino vengono trattati con procedimenti hi-tech in grado di renderli leggeri e aerei quasi fossero seta o plissettati, conferendo un suggerimento di romanticismo. L’effetto è rafforzato dall’alternanza di tonalità neutre fredde e calde: sabbia e grigio elefante, mastice e cuoio, paprika e zafferano. Una sinfonia silenziosa di linee e colori».

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