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Nei guai dirigenti della coop e i vertici Wam

Nei guai dirigenti della coop e i vertici Wam

Nomi illustri nel mirino della Procura, oltre a tecnici, consulenti. Dieci le srl passate al setaccio

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Tra i sedici indagati figurano anzitutto i vertici uscenti della Cpl, ovvero l’ex presidente Roberto Casari, 62enne che abita a Concordia ma che da mesi è agli arresti domiciliari a Flavon, in provincia di Trento, a casa della sorella.

Indagato anche l’ex dirigente finanziario della cooperativa e braccio destro di Casari, Maurizio Rinaldi. 64 anni, agli arresti domiciliari a Spotorno, in Liguria, dove si trovava quando mesi fa venne arrestato. Casari e Rinaldi saranno processati dal Tribunale di Modena il 24 novembre per la questione della metanizzazione di Ischia e dei fondi neri.

Tra i nuovi indagati modenesi c’è Claudio Bonettini, 54 anni, direttore generale operativo di Cpl Concordia quando è esplosa l’inchiesta, che si era tra l’altro pubblicamente esposto a favore del Pd nell’ultima campagna elettorale per portare il partito alla guida del Governo. È indagato anche Fabrizio Tondelli, 55enne direttore sviluppo estero della Cpl.

Il quinto indagato modenese è Wainer Marchesini, conosciutissimo e stimato imprenditore con aziende in tutto il mondo, titolare della Wam di Cavezzo.

Gli altri indagati sono tecnici, consulenti, commercialisti, alcuni della zona di Bari, che si erano prestati a collaborare con Cpl per costruire le dieci società che poi sono finite nel mirino della Finanza.

Ieri la Procura di Modena ha precisato che non ci sono tra gli indagati nè tecnici dei Comuni nè i notai presso i cui studi sono state costituite tutte le società. Tutte, come detto controllate in un modo o nell’altro dalla Cpl Concordia. Si tratta delle società srl Noci Solar 1 e Noci Solar 2 , dal nome del comune di Noci che le ospitava. Poi ci sono la Turi Solar 9 e la Turi Solar 10, quindi la Energia Sbm, la Euwatt Puglia (sede a Cremona), la Tantor Energia 1 e la Tantor Energia 2, poi la Energia della Concordia e un’altra società con il nome di Cpl.

La Procura ha calcolato che dal 2007 al 2015, quando è scattato il provvedimento adottato dal Gip datato 17 agosto 2015, queste società abbiano in debitamente fruttato i 16 milioni di euro di rimborsi non dovuti.

Cifre recuperate sottoponendo a sequestro preventivo, per equivalente, le disponibilità finanziarie dei 14 indagati e delle società, oltre agli impianti fotovoltaici sequestrati, anche se con facoltà d'uso.

Alberto Setti

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