«Per il Museo Pavarotti serve l’aiuto di tutti»
Nicoletta Mantovani ospite del Panathlon lancia l’allarme: «È un successo da ventimila presenze ma serve un piano». Carafoli: «Non facciamolo scappare»
Ventimila persone in sei mesi, più stranieri che modenesi, e un piccolo grande gioiello che ha bisogno, per Modena, di continuare a vivere. È la casa-museo Pavarotti, alle porte di Modena, tra i siti più visitati dell’Expo modenese. E non potrebbe che essere così dal momento che “ce l’abbiamo solo noi”. Basta promuoverlo. Più che altro basterebbe crederci davvero, con accanto una progettualità vera. Ci ha provato in questi mesi Nicoletta Mantovani e giovedì sera al Club Europa, dopo una visita al museo molto emozionante, insieme a Maria Carafoli, presidente del Panathlon e organizzatrice della serata, ha ribadito che il museo ha bisogno dell’aiuto di tutti: «Vorremmo che i modenesi - ha spiegato Nicoletta Mantovani - considerassero il museo come una parte di loro, così come Luciano considerava Modena una parte della sua vita. Luciano portava Modena in tutto il mondo, ma la portava non solo nel nome, ma anche nel cuore. E il cuore di Luciano si vede proprio nella sua casa, che lui ha costruito personalmente, scelta dopo scelta. Lo si vede nell’allegria di questa casa, nella pittura, negli oggetti e nei dettagli che lui ha sempre curato». Nicoletta guarda al futuro: «La casa è l’inizio di un grande progetto che include l’accademia di canto: Luciano non ha mai voluto che un cantante pagasse per imparare a cantare, quindi saranno allievi selezionati che gratuitamente entreranno in questo mondo. C’è bisogno quindi sponsor e sostenitori, anche per costruire quel centro dell’opera che al mondo non esiste. Il progetto è già stato presentato alla Regione e all’Unione Europea, ma c’è davvero bisogno di tutti perchè questa esperienza possa continuare dopo le ventimila visite di questi sei mesi e le citazioni su Tripadvisor che ci mettono al primo posto».
La serata era di quelle dense di significato, dove Luciano è stato ricordato praticamente a casa sua - come ha detto anche il titolo dell’Europa 92 Cesare Clò - grazie agli amici della briscola, il gruppo che ha seguito il tenore in giro per il mondo. Una bella testimonianza di amicizia che ha dato un significato ancora più profondo al museo, come ha sottolineato Maria Carafoli davanti alla platea dei suoi soci che da sempre appoggiano progetti importanti sul territorio: «Il museo deve rimanere un obiettivo di tutti, e deve essere un obiettivo di tutti fare in modo che il museo resti a Modena e non vada altrove».
Il Comune, presente con l’assessore Gabriele Giacobazzi e con la presidente del consiglio comunale Francesca Maletti - che con Pavarotti ha intrecciato parte della sua vita grazie all’amicizia col padre -non si è sbilanciato sui finanziamenti.
Tornando, infatti, al ruolo del Panathlon, Maria Carafoli ha ricordato come in questi anni l’associazione sia cresciuta e abbia, ad esempio, permesso a tanti ragazzi diversamente abili di svolgere attività sportiva nelle scuole al pari dei compagni di classe, sostenendo il progetto “Disabili e sport” insieme al Csi di Modena: «Disabili e sport - ha spiegato Maria Carafoli - è ciò che la buona scuola dovrebbe fare, noi qui a Modena ci battiamo perchè la scuola capisca i nostri sforzi».
Davide Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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