Utilizzati anche i velivoli del Reparto aeronavale per scoprire i campi “fuorilegge”
Per condurre le indagini e mappare la situazione dei campi fotovoltaici tra Turi e Noci la guardia di finanza si è avvalsa anche dai filmati e delle immagini ottenute con l’utilizzo delle unità...
Per condurre le indagini e mappare la situazione dei campi fotovoltaici tra Turi e Noci la guardia di finanza si è avvalsa anche dai filmati e delle immagini ottenute con l’utilizzo delle unità aeree del Reparto operativo aeronavale di Bari. La circostanza ha consentito di individuare tre parchi fotovoltaici, dove si concentravano otto impianti facenti capo alle dieci società, le cui sedi formali oltre a Concordia erano anche a Cremona, Bologna e Brescia. Per i finanzieri è così fisicamente dimostrata la violazione delle normative urbanistiche della Puglia. La regione per favorire questi impianti aveva infatti alzato da una potenza molto minore a 1 megawat (1000 kilowatt) il limite massimo entro il quale era sufficiente presentare una “scia”, evitando le complesse procedure urbanistiche per l’autorizzazione unica. Le norme “gse” sui contributi vietano poi di concentrare campi di una stessa proprietà - come invece di fatto avveniva - contigui in un’area agricola. Problema risolto spacchettando l’investimento in tante società. Gli impianti mappati in Puglia avevano infatti una potenza installata di 998,29 kilowatt, appena al di sotto della soglia limite e per di più in grado di intercettare maggiori contributi-rimborsi del Gestore Servizi Energetici (Gse spa) la società totalmente partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze che segue queste procedure. Cpl non ha mai ritenuto illegittimo questo modo di operare, tanto che nei suoi bilanci ha sempre citato le dieci società partecipate per la produzione di energia da fotovoltaico in Puglia.
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