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Cpl, è allarme liquidità Indagato il capo dei legali

Cpl, è allarme liquidità Indagato il capo dei legali

Il maxi-sequestro toglie ossigeno ai conti già traballanti della coop di Concordia Bloccati anche milioni a Marchesini. Nei guai Luca Costa che avallò l’operazione

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CONCORDIA. Il sequestro di 16 milioni di euro a Cpl e le altre società coinvolte nell’inchiesta sui campi fotovoltaici di Turi e Noci (Bari) - compresa quelle di Vainer Marchesini, patron di Wam, a cui i finanzieri di Monopoli hanno sequestrato alcuni milioni di euro - crea un altro problema alla cooperativa di Concordia. Viene infatti a mancare ulteriore liquidità alle casse societarie già in difficoltà per l’impossibilità di accedere a nuove gare pubbliche - effetto della mancanza del certificato antimafia e dell’esclusione dalla white list - e per un bilancio 2014 chiuso in negativo. Un passivo di 9 milioni di euro, che il nuovo Cda sta cercando di fronteggiare riducendo tutti i costi e dismettendo gli asset non più prioritari, ma che già aveva lasciato presagire un momento piuttosto complesso sul fronte economico-finanziario. In sostanza Cpl ha sempre meno margine nella gestione della liquidità con tutte le ricadute del caso, stipendi compresi. La cooperativa tenta di reggere l’urto, ma intanto in questi giorni andrà a firmare la moratoria con le banche per ottenere la sospensione di sei mesi dei mutui a medio e lungo termine, pur continuando a pagare la quota interessi. Ossigeno puro, con la speranza di tornare presto in white list.

Nel “sistema Cpl”, che secondo l’accusa aveva frazionato tre parchi fotovoltaici in impianti di piccola potenza per eludere la procedura prevista per il rilascio della autorizzazione unica regionale, entra per la prima volta anche Luca Costa, responsabile dell’ufficio legale. Quel Costa che, interrogato sui legami tra Cpl, Francesco Simone e Giorgio Montali, bollò come “vergognoso” un accordo da 450mila euro per una consulenza di assistenza commerciale in Romania, stipulata proprio con Montali, definito “uomo dei palazzi romani”.

Costa risulta indagato nell’operazione “Apollo d’oro”, coordinata dalla procura di Modena e dai magistrati Lucia Musti e Marco Niccolini, per il ruolo centrale che ha avuto nella gestione del business. In qualità di capo dell’ufficio legale avrebbe garantito la fattibilità legale dell’affare in Puglia. Ma l’ex componente del consiglio di vigilanza - il suo incarico è decaduto a dicembre - risulta anche essere stato amministratore unico di Euwatt Puglia srl dal gennaio 2010 al settembre 2011, ossia nel periodo in cui la società - finanziata da Cpl - stava effettuando gli investimenti fotovoltaici proprio a Turi. Euwatt Puglia, come si legge sul bilancio 2010 della coop, è stata costituita “per la realizzazione e successiva gestione di campi fotovoltaici tutti siti a Turi. Sono stati stipulati dei preliminari di cessione delle quote al valore nominale che si realizzeranno al termine della costruzione degli impianti”. (fd)

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