«Su Vignola e Municipale chiediamo il referendum»
Il segretario del sindacato Diccap-Sulpl: «Avanzeremo ai sindaci questa proposta e distribuiremo volantini in città per spiegare alla gente cosa sta succedendo»
VIGNOLA. Dopo l'annuncio choc da parte del sindaco di Vignola e presidente dell'Unione Mauro Smeraldi riguardo al fatto che Vignola è pronta a uscire dal Corpo Unico di polizia municipale se non saranno accettate le condizioni di Vignola (che chiede una diversa organizzazione, senza "pattuglione" e con più vigili in ogni presidio, nonché la sostituzione del comandante Fabio Venturelli in attesa del concorso per selezionare in dirigente), il fronte contrario si sta organizzando e progetta azioni clamorose. Ad annunciare le prossime mosse è di nuovo Federico Coratella, coordinatore provinciale del Diccap-Sulpl, il sindacato di categoria che rappresenta la maggioranza dei vigili del Corpo Unico. «Ho già chiesto il permesso - ha detto Coratella - per fare volantinaggio a Vignola e spiegare tramite volantini quale è la verità su questa faccenda e a cosa vanno incontro i vignolesi con l'uscita dal Corpo Unico. Quest'altra settimana chiederò anche il permesso di allestire un banchetto, sempre per informare i cittadini. Penso poi che chiederò ai sindaci dell'Unione di indire un referendum. Mi piacerebbe infatti che su questa questione fossero i cittadini a decidere; se la linea dell'amministrazione vignolese prevalesse in un referendum, noi ci adegueremmo. Ma un'uscita in questo modo, per motivazioni che non abbiamo ancora compreso, rischia di mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Ribadiamo inoltre che siamo sempre disponibili a un confronto pubblico con Smeraldi e la sua giunta; magari se espongono la loro idea davanti a noi e ai cittadini riescono a convincerci. Vorremmo spiegare in questo confronto - prosegue Coratella - anche cosa ha perso Savignano quando uscì dal Corpo Unico e cosa perderà Vignola. Non vorremmo una Savignano 2, con l'aggravante che se là c’era un braccio del Corpo Unico, Vignola ne è la testa». C'è poi un altro aspetto rilevante. «Se Vignola esce dal Corpo Unico rischia di rimanere in “mutande” come uomini e mezzi. Dei 18 uomini previsti dall'amministrazione vignolese, quelli che sarebbero obbligati a rimanere a Vignola sono solo 11. Le attrezzature poi, se non si trova un accordo, rimangono per regolamento di proprietà del Corpo Unico. Quindi Vignola dovrebbe assumere vigili ma le assunzioni sono bloccate e dovrebbe ricomprarsi tutto. Poi c'è l'aspetto della convenzione, una volta uscita, vorrebbe fare. Non è scontata: le convenzioni si fanno se si va d'accordo. Hanno pensato di uscire ma nessuno di loro ha idea delle conseguenze, potrebbe essere a rischio l'esistenza stessa dell’Unione».
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