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Sessanta pellegrini modenesi bloccati in Provenza

di Carlo Gregori
Sessanta pellegrini modenesi bloccati in Provenza

Sono a bordo del convoglio Unitalsi di ritorno da Lourdes: «È stato uno stress ma stiamo tutti bene. Torniamo via Torino»

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MODENA. Dopo quasi mezza giornata di fermo forzato alla stazione di Nimes, nel sud della Francia, il treno Unitalsi dell’Emilia-Romagna è ripartito con percorso e destinazione diversi: attraverso la linea per Modane ha passato la frontiera in Piemonte, è arrivato a Torino e si dirigerà verso Piacenza e quindi Modena. Finisce bene la brutta avventura dei pellegrini modenesi e emiliani di ritorno da Lourdes, bloccati dalla tempesta che ha messo sott’acqua tutta la riviera della Costa Azzurra e anche parte dell’entroterra provenzale e delle Alpi Marittime provocando almeno tredici morti. «Ci hanno avvisato in tempo - spiega Paolo Carnevali, capo della delegazione modenese e responsabile Unitalsi per Carpi - a Nimes le autorità ferroviarie hanno fermato tutti i nostri convogli italiani, compreso quello dell’emilia-Romagna, ovvero il nostro, arrivato per ultimo. Ci hanno spiegato che la tratta per Ventimiglia era in una situazione critica e dovevamo aspettare». La situazione pareva critica perché c’era un vagone con i barellati (malati gravi) che richiedono un’assistenza speciale e continua. Erano 350 gli emiliani e i romagnoli che viaggiavano su quel treno speciale. Di questi 26 della delegazione di Modena (che comprende l’area della diocesi di Modena-Nonantola), 20 di Carpi (diocesi di Carpi) e 10 di Sassuolo (diocesi di Reggio). Due i malati gravi: uno di Vignola e uno di Carpi.

«Voglio rassicurare subito che stiamo tutti bene - spiega Carnevali - siamo stati fermi dieci ore a Nimes in stazione, è vero, è stato stressante ma alla fine l’organizzazione Unitalsi ha funzionato perfettamente, non c’è stata nessuna criticità e i francesi ci hanno anche portato da mangiare uno spuntino. Abbiamo preso parte alla santa messa e poi uno di noi ha suonato la fisarmonica». Intanto la presidenza nazionale dell'Unitalsi aveva già attivato una task-force a Roma e Lourdes per raggiungere con macchine e pulmini i treni soprattutto per potere portare ai pellegrini i generi di prima necessità. Solo alle 11 di ieri mattina al treno Unitalsi Emilia-Romagna è stata data la nuova rotta di percorrenza ferroviaria. Non più Costa Azzurra, troppo pericolosa o impraticabile, ma un percorso interno che passava per Modane e arrivava a Torino. «I nostri malati gravi hanno subito uno stress psicologico ma non è mancato niente, per fortuna».

«I pellegrini sono preoccupati ma illesi - ha confermato il presidente Unitalsi nazionale Salvatore Pagliuca - gli ammalati sono assistiti ed il loro viaggio sta durando più di 15 ore, e grazie al servizio di tutti volontari a bordo la situazione è sotto controllo». Più difficile la situazione per altre delegazioni regionali Unitalsi. Per i treni bloccati a Tolone con pellegrini dalla Sicilia e Calabria le autorità francesi ieri sera pensavano di farli scendere dai treni per alloggiarli negli alberghi.

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