Gazzetta di Modena

Modena

Ambrisi e Bonini tacciono davanti al gip

di Carlo Gregori
Ambrisi e Bonini tacciono davanti al gip

Operazione Intoccabili: rispondono alle domande solo i due carabinieri accusati di aver fatto favori

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Hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere al giudice i due principali indagati dell’Operazione Intoccabili a Sassuolo, condotta dalla guardia di finanza e dal commissariato sassolese: Rocco Ambrisi, “il braccio”, accusato di estorsione e usura, e Adamo Bonini, la “mente”, accusato di usura, hanno infatti dato il consenso ai loro legali che non hanno avuto la possibilità di leggere le migliaia di pagine di indagini e intercettazioni che la Procura ha messo a disposizione a loro avviso troppo tardi. I loro difensori, gli avvocati Alessandro Cristofori per Ambrisi e Luca Brezigar per Bonini, avevano fatto presente che erano necessari dieci giorni per leggere e “digerire” tutte quelle carte in dodici faldoni che riguardavano presunti casi di usura e intimidazioni oltre che a calcoli su i tassi usurari. Ma il gip Eleonora De Marco ha detto che non c’era la possibilità. In questo modo i loro assistiti hanno scelto di non rispondere. Non ha risposto al gip neanche l’ex capitano dei carabinieri della Compagnia provincia e di Modena Mario Marino, attualmente dipendente della Fondazione CariVerona.

Infine, hanno invece risposto a tutte le domande i due sottufficiali dei carabinieri assistiti dagli avvocati Roberto Ghini e Cosimo Zaccaria. Entrambi molto provati psicologicamente (hanno alle spalle decenni di attività professionale senza macchie e sono stati al centro di numerosi casi difficili), i due hanno dovuto chiarire le accuse. In un caso, l’aver accettato piccole somme di denaro da Bonini per un totale di 2.600 euro in cambio di favori. E per il collega l’accusa di aver cercato di trarre informazioni utili per Bonini da chi seguiva le intercettazioni per un’inchiesta giudiziaria in corso.

Se Ambrisi e Bonini sono attualmente agli arresti domiciliari nelle loro abitazioni rispettivamente a Castellarano e Casalgrande, per i due sottufficiali dei carabinieri è previsto il divieto di dimora a Modena e l’obbligo di firma, mentre per l’ex capitano è previsto l’obbligo di firma tre volte alla settimana.

L’indagine intanto procede mentre a Sassuolo le voci si spargono sempre più incontrollate coinvolgendo spesso in pettegolezzi nomi di politici. Persino il caso di Vincenzo Megale - il capogruppo del Pd in Consiglio che si è appena dimesso annunciando di essere indagato - viene tirato in ballo. Le carte della Procura finora rivelate, anche quelle dei dodici faldoni, pare che non riportino neppure una volta il suo nome. E quindi il coinvolgimento, se mai rientrasse nell’Operazione Intoccabili, rientrerebbe in un filone-costola nuovissimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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