Caso Pizzolato appello a Mattarella
«Egregio signor Presidente della Repubblica, chi le scrive e un gruppo di cittadini volontari modenesi che fa riferimento all'associazione “Carcere e Citta”». Così comincia la lettera aperta del...
«Egregio signor Presidente della Repubblica, chi le scrive e un gruppo di cittadini volontari modenesi che fa riferimento all'associazione “Carcere e Citta”». Così comincia la lettera aperta del Comitato Giustizia per Henrique Pizzolato a Mattarella in favore dell’ex banchiere scappato dal Brasile e ora detenuto nel carcere di Modena con procedimento penale pendente in Italia e con richiesta di estradizione da parte del governo brasiliano.
«Non abbiamo la presunzione di entrare nel merito di una valutazione circa l'innocenza o colpevolezza di Pizzolato - scrivono - ma piuttosto di ribadire alcune considerazioni, a parer nostro essenziali: Pizzolato e cittadino Italiano; non e dato sapere quali siano le ragioni per le quali si e deciso di agire in spregio al diritto di difesa di Pizzolato che ha intenzione di difendersi nel procedimento penale italiano e aveva anzi già chiesto di essere interrogato dall’autorità giudiziaria italiana. L’estradizione, ora prevista in attuazione a partire da domani, 7 ottobre, annullerebbe di fatto il procedimento penale Italiano».
«Inoltre, da anni ormai, grazie alla documentazione di organismi indipendenti brasiliani, internazionali e sovrannazionali, l'opinione pubblica e al corrente delle condizioni degradate, violente e disumane delle carceri brasiliane. Le garanzie fornite dalle autorità brasiliane circa l'incolumità di Pizzolato ci sembrano fragili, discriminanti e aleatorie. Il trattato di estradizione tra Italia e Brasile prevede che l'estradizione vada negata nel caso la persona richiesta da uno dei due stati non abbia avuto regolare processo e nel caso che il procedimento di estradizione metta a repentaglio la sua incolumità. Per noi e molto chiaro che il caso di Henrique rientra in entrambi i requisiti».
Scrivono: «Una persona, non più giovane, detenuta in un carcere italiano e non a piede libero, chiede soltanto di poter scontare la pena nel paese di cui è cittadino, per la fondata paura di subire forme di violenza fisica e psicologica nel caso venga trasferito in un penitenziario brasiliano. Pensiamo che la nostra Costituzione e le nostre istituzioni democratiche siano tenute a garantire il rispetto dei diritti umani di cui questo cittadino e portatore. La preghiamo sentitamente di adottare un urgente provvedimento sospensivo dell’iter di estradizione in vista di una decisione ponderata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google