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Centro pieno per il mosto cotto

Centro pieno per il mosto cotto

Bilancio positivo per il tradizionale appuntamento dedicato all’aceto e dintorni

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SPILAMBERTO. Il mosto non si è arreso alla pioggia e il bilancio è positivo. Nonostante il tempo incerto, infatti, la seconda giornata dedicata al mosto cotto ha allietato chi ha deciso di dedicare la domenica a una passeggiata nel centro di Spilamberto, tra gli edifici storici, le mostre gratuite al Torrione e al Museo del Balsamico, bancarelle e, soprattutto, i paioli dei mastri acetai, che hanno cominciato a cuocere il prezioso liquido alle nove e mezza in Piazza della Libertà, proseguendo per tutto il giorno ed inebriando il centro storico di dolce profumo. In molti si sono fermati presso i loro stand nel corso del fine settimana, ad assaggiare il mosto e farsene svelare i segreti dalle parole dei maestri acetai. «Il weekend è andato benissimo - ha detto ieri mattina Franco Satrioni di Vignola, che ha una cantina di 102 botti creata in anni di duro lavoro e, soprattutto, passione - E anche domenica tanta gente». Poco più avanti, sempre in Piazza della Libertà, c'era lo spazio dedicato al Balsamico dei Bambini, dove nel pomeriggio si sono svolti laboratori per far entrare in contatto i più piccoli con il mondo del balsamico. Qui avevano un piccolo stand anche i genitori degli alunni del Fabriani, che vendevano piccole creazioni realizzate insieme ai figli, tra cui alcune bottigliette di aceto. «Di gente ne è venuta un bel po', siamo soddisfatti», dicono Gabriella e Tiziana, volontarie dell'Ordine del Nocino. «Eravamo venuti per curiosità e siamo rimasti piacevolmente colpiti!» hanno detto Ermanno, Gloria, Gianluca, Marco e Cinzia Mariani di Vignola; «Anche noi eravamo arrivati immaginando di trovare qualcosa di piccolo, invece è stata una manifestazione in grande, non ce lo aspettavamo», hanno aggiunto due ragazzi di Marano. «Il bilancio è positivo», dice Mario Rossi di Overseas, organizzazione spilambertese che gestisce insieme a Libera e Slow Food l'Osteria del Buono, Giusto e Solidale, in cui sono stati serviti piatti di produttori locali e venduti prodotti provenienti dalle terre confiscate ai mafiosi.

Enrico Vincenzi

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