Cresce il numero dei mutui: 22,19%
Si abbassa anche la fascia d’età: tra i 20 e i 40 anni l’incidenza maggiore
Modena c’è. E il dato è positivo perché significa che qualcosa si muove. Anche qui. Lo dice Il Sole 24 Ore, il quotidiano economico che nell’edizione di ieri ha monitorato la mappa dei prestiti erogati nei primi nove mesi del 2015: a Modena c’è stata una crescita del 22,19 per cento, con 417,2 nuovi mutui ogni centomila abitanti.
Esaminando il profilo del dei nuovi mutuatari - scrive il Sole - emergono dati interessanti: la classe di età maggiormente rappresentata è quella compresa tra i 25 e i 34 anni. Solo a Modena, in questa fascia d’età, la percentuale dei mutui supera il 32 per cento, 32,85%, anche se la concentrazione maggiore si ha, per poco, tra i 35 e 44 anni, con il 33,65 per cento. Tra i 45 e i 54 anni, invece, la percentuale scende a 20,60%. Tra tutti coloro che hanno contratto mutui, il 13,10 per cento è di nazionalità straniera. Una speranza, insomma, c’è, se sono i giovani a decidere di scommettere sul loro futuro. E’ Lodi la provincia italiana dove si concentra il maggior numero di erogazioni di mutui ogni 100mila abitanti, seguita da altre città del Nord come Milano, Pavia, Pisa e Bologna. Si contano sulle dita di una mano, invece, le nuove pratiche di finanziamento per l’acquisto di un immobile residenziale concesse al Sud: Crotone, Enna e Vibo Valentia si posizionano sul fondo della classifica con meno di 100 mutui ottenuti ogni 100mila abitanti. Complessivamente, nei primi 9 mesi del 2015 il numero dei mutuatari in Italia è cresciuto del 15% circa, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Modena, quindi, è sopra la media.
A segnare l'incremento-record di nuovi finanziamenti ipotecari concessi, rispetto ai primi nove mesi dell'anno scorso, è la provincia di Avellino (+36,4%), seguita da Siena (+35,6%) e da Enna (+34,9%). Solo 12 province, invece, hanno registrato una contrazione nel numero di mutuatari, con la flessione più marcata nella provincia di Asti (-21,4%), seguita a distanza da Caltanissetta e Crotone (rispettivamente -10,4% e -9,3%).
Sempre ieri, a proposito di proprietà, il Sole ha monitorato anche un altro aspetto importante che, al di là dei numeri, evidenzia una tendenza: anche in provincia di Modena ci sono sempre più fabbricati inutilizzabili. In testa alla classifica degli aumenti record di accatastamenti dei fabbricati degradati al punto tale da essere pericolosi e inservibili ci sono le province colpite dal sisma del 2012, con Modena in testa: migliaia di case ridotte a rudere, che in attesa della ricostruzione sono state riclassificate al ribasso. (d.b.)
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