Il Piano della ricostruzione “menzionato” a Gubbio
CONCORDIA. A molti sembrerà una barzelletta, vista la situazione in cui versa il centro storico e tanta parte del territorio. Eppure il Piano della Ricostruzione del Comune di Concordia, voluto dall’A...
CONCORDIA. A molti sembrerà una barzelletta, vista la situazione in cui versa il centro storico e tanta parte del territorio. Eppure il Piano della Ricostruzione del Comune di Concordia, voluto dall’Amministrazione comunale per qualificare al meglio questa delicata fase, si è aggiudicato la menzione d’onore del premio Gubbio 2015, promosso dall’Associazione nazionale centri storico artistici (Ancsa), «a cui il Comune decise di partecipare per mettere a confronto il proprio lavoro progettuale con quello presentato da altri enti», spiega una nota dello stesso Comune. «Il Premio, assegnato da una prestigiosa giuria di architetti e urbanisti - rincara la nota - intende promuovere modalità di intervento sulla città e sul territorio storico valorizzando le esperienze più significative maturate nel campo della riqualificazione urbana ed ambientale e del recupero del patrimonio edilizio storico. Nelle motivazioni per il conferimento del riconoscimento la giuria ha condiviso l’ipotesi, che sta alla base del piano, di rilanciare il centro storico incentrandone la rinascita a partire da un’integrazione funzionale con il nuovo “polo” post-terremoto sorto sul margine nord orientale dell’abitato e puntando sul rilancio di viale Garibaldi e sull’apertura di una nuova piazza nel luogo ove sorgeva il palazzo Mari».
Il sindaco Luca Prandini, ha ricevuto il riconoscimento sabato a Gubbio intervenendo alla cerimonia di conferimento dei premi.
«È un riconoscimento che ci riempie di orgoglio - afferma - e ci dice che la strada intrapresa per la ricostruzione di Concordia è quella corretta e che alla fine di questo cammino avremo una città moderna, più bella e più sostenibile di come l’abbiamo lasciata prima del sisma. Questo riconoscimento è frutto del lavoro e delle competenze di decine di tecnici e professionisti». Ora non resta che sperare, a tre anni e mezzo dal sisma, che dalle parole e dai riconoscimenti si passi alla concretezza auspicata dai cittadini.
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