Gazzetta di Modena

Modena

Accusa di peculato per rimborsi alla Provincia di Modena: assolto l’ex assessore Caldana

Stefano Totaro
Alberto caldana, ex assessore provinciale
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Alberto caldana, ex assessore provinciale

Il fatto non sussiste: Alberto Caldana è innocente. La sentenza arrivata a 7 anni dai fatti contestati. Innocente anche per il Pm che lo ha sottoposto a indagini. Il caso riguardava 1916 euro spesi in rifornimenti di gasolio per l’auto privata durante il servizio da amministratore

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MODENA. Assolto con formula piena dall’accusa di peculato perchè il fatto non sussiste. Una sentenza arrivata dopo 7 anni. Quel gasolio era servito per spostare l’allora assessore provinciale Alberto Caldana su e giù per il territorio provinciale modenese, per riunioni relative all’ente parco in montagna così come nella Bassa modenese per seguire la querelle relativa al deposito di gas di Rivara.

Tutti impegni istituzionali, come del resto in aula, ieri in tribunale di Modena, alcuni testimoni prodotti da difesa e accusa, hanno sostenuto. E alla fine anche il pubblico ministero Imperato ha chiesto l’assoluzione. Poi suggellata dal giudice.


La vicenda nasce da una inchiesta che è stata condotta dall’allora procuratore capo Vito Zincani e poi proseguita dal sostituto procuratore Marco Imperato: era relativa complessivamente a una decina di episodi riguardanti una carta carburante in dotazione alla Provincia di Modena utilizzata però per l’auto personale dall’allora assessore provinciale all’ambiente Alberto Caldana. La carta carburante contestata risale al 2008, gli accertamenti vennero effettuati operativamente Finanza di Modena.


Caldana era infatti a pieno titolo amministratore nella prima giunta provinciale Sabattini - e gli accertamenti avviati dalla Guardia di Finanza hanno constatato che in quel periodo in esame erano stati percorsi 42mila chilometri con una spesa pari a 4mila euro circa. Soldi che in parte, come attestato dalle ricevute periodiche dell’Eni e di altri fornitori, riguardava gasolio, carburante riconducibile quindi all’auto privata di Caldana.

I rifornimenti riguardavano anche i giorni sotto le feste natalizie e pasquali e l’agosto di quell’anno, compreso il giorno di San Geminiano. In base alle indagini, l’importo che viene contestato dalla procura all’ex assessore Caldana è di 1916 euro: rifornimenti di gasolio per l’auto privata (il carburante dell’auto di servizio era benzina). Il difensore di Caldana, l’avvocato Domenico Giovanardi ha sempre parlato di «assoluta correttezza dell'agire di Caldana indipendentemente dall'esiguità e dalla pochezza dei fatti in contestazione. Vorrei ricordare che il fatto che l’assessore usasse la sua auto per andare a riunioni o incontri di lavoro era arcinoto alla Provincia, vista la varietà degli incarichi e degli impegni che copriva sul territorio. Se avesse usato il classico rimborso chilometrico, a conti fatti avrebbe fatto spendere di più alla Provincia ente. Una sera, rientrando ad una riunione dell’Ente parco, Caldana fece un incidente con la sua auto e la Provincia intervenne motivando a livello assicurativo uno spostamento per lavoro. E poi, scusate, ci vorrebbe uno stupido a pensare che non si vedesse che aveva utilizzato quella carta per prendere gasolio quando i mezzi della Provincia sono a benzina...»

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