Chiude l’azienda “Pressmair” di Finale
La ditta si occupava di componentistica navale: cassa integrazione straordinaria per i 30 lavoratori
Il sisma nel 2012, la crisi del settore navale, il rinvio della lavorazione per alcune importanti commesse e la chiusura è stata decretata. Le cause sono diverse, il risultato è la cessazione dell’attività e trenta persone senza lavoro. Succede alla Pressmair di Finale, azienda metalmeccanica di componentistica per barche.
Il 24 settembre scorso, infatti, è la data in cui la Pressmair è stata ufficialmente messa in liquidazione. I lavoratori sono già inattivi, solo alcuni saranno impegnati per ultimare le lavorazioni per le commesse in corso. Così ha deciso il liquidatore, che poi procederà a redigere l'inventario dei beni aziendali e quindi a liquidare definitivamente la società, che da alcuni anni si era trasferita a Finale, provenendo dal Ferrarese: molti dei lavoratori, infatti, sono finalesi, ma una parte anche della provincia ferrarese. Oggi, invece, ci sarà un incontro presso la Provincia di Modena dove verrà firmato un accordo che definirà l'avvio della cassa integrazione per tutti i lavoratori. Sarà un passaggio doloroso per i dipendenti, che già da un anno erano cassintegrati; oggi infatti verrà definita la cassa integrazione straordinaria per cessazione dell'attività. La Pressmair chiude.
«Non ce lo aspettavamo – dice Alessandro Gamba, sindacalista della Fim/Cisl – è stata una doccia fredda per tutti. Anche se eravamo consapevoli della crisi che sta investendo il settore navale, dove ormai il mercato Italia non esiste più».
A luglio la Pressmair aveva messo a segno tre importanti commesse per un armatore russo, poco dopo era stata chiesta una modifica allo yacht i cui componenti avrebbero dovuto essere stati forniti dalla Pressmair; si trattava di aspettare almeno tre mesi, un tempo eccessivo perchè l'azienda finalese potesse sopravvivere e così la proprietà si è arresa: non rimaneva che chiudere i battenti. L'ossigeno, venendo a mancare la liquidità che avrebbe portato l'ultimazione di queste commesse, è venuto meno e così è arrivata la doccia fredda. I dipendenti sono tutti lavoratori ad alta specializzazione, per questo la Fim/Cisl, che ha seguito il caso, sta tentando (anche attraverso Unindustria Ferrara) di raccogliere i curricula per tentare la via della ricollocazione.
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