Maxi inchiesta urbanistica Via ai primi interrogatori
Serramazzoni. Ieri lunga udienza in tribunale per le vicende con undici imputati Don Franco si è discolpato per l’asilo sulla frana: «Il Comune mi vendette l’area»
SERRAMAZZONI. Primi interrogatori nell'ambito della maxi inchiesta sull'urbanistica di Serramazzoni, che vede undici imputati per sei casi caldi, di cui tre relativi a San Dalmazio. Si parte dalla palazzina costruita a Casa Morandino, vicino al cimitero, che vede sotto accusa l'impresario Remo Uccellari, l'ingegnere Daniele Zanni e l'ex capo dell'Ufficio tecnico Enrico Tagliazucchi. Poi l'impianto a biomasse che doveva sorgere lì vicino, per cui oltre ai tre sopra è indagata Stefania Minozzi, moglie di Uccellari. Quindi la variante per l'urbanizzazione di un terreno agricolo a Casa Contardo, che vede come unico imputato Tagliazucchi. Da San Dalmazio a Riccò, con il caso dell'asilo costruito su frana quiescente, per cui sono indagati ancora Tagliazucchi, l'ex sindaco Luigi Ralenti, don Franco Misley (in qualità di presidente della Fondazione Paride Colfi titolare dell'intervento) e l'architetto Paolo Sorzia. Per il capoluogo c'è la vicenda della funeral home sorta vicino al cimitero, che è costata l'imputazione di nuovo a Ralenti e Tagliazucchi insieme all'impresario di pompe funebri William Franchini e al tecnico Dante Minelli. Da ultima, a Selva, la variante relativa alla villa di Arduino Iseppi, indagato assieme al tecnico Stefano Belloi e Tagliazucchi. Com'è noto, tre imputati hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato: Sorzia, don Franco e Franchini. Per loro quindi l'esito dell'udienza preliminare coinciderà già con una sentenza. E ieri, sempre su loro richiesta, sono iniziate le deposizioni. Non si è potuta fare quella di Sorzia perché il suo avvocato era assente per legittimo impedimento, ma il sacerdote e Franchini hanno risposto alle domande per una ventina di minuti ciascuno. «Don Franco – spiega il suo avvocato Riccardo Pelliciardi – ha ribadito chiaramente che si è fidato del Comune per tutta l'operazione. Il Comune aveva chiesto la costruzione dell'asilo, struttura di cui si avvertiva un forte bisogno, e il Comune gli aveva venduto il terreno su cui edificarlo. Che cosa doveva fare, non fidarsi di un ente pubblico?». Franchini a sua volta ha detto di essersi rimesso in fiducia al suo tecnico, perché nella vita fa tutt'altro mestiere. Nei suoi confronti, il pm ha anche già avanzato la richiesta di pena: un'ammenda di 10mila euro che è il minimo previsto per legge. Il che suona come un riconoscimento da parte dell'accusa del ruolo marginale avuto nella vicenda. La parte civile invece, ovvero l'avvocato Andrea Mattioli per conto del Comune, ha detto che quantificherà nella prossima udienza la propria richiesta danni. Si riprenderà il filo il 5 novembre con la deposizione di Sorzia, in seguito alla quale dovrebbero essere emesse le sentenze nei confronti dei tre e contestualmente disposta la chiusura dell'udienza preliminare con la decisione su chi degli altri otto imputati andrà a processo per via ordinaria.
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