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Nuova foresteria a Villa Sabbatini

Nuova foresteria a Villa Sabbatini

Formigine. Ospiterà coloro che partecipano a progetti interculturali europei e ad eventi sportivi

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FORMIGINE. Un nuovo pezzo nella “casa degli amici”. Sabato sarà inaugurata alle 17 la nuova foresteria a Villa Sabbatini. Lo spazio si troverà all’ultimo piano dell’edificio, sede di un centro diurno socio- riabilitativo per diversamente abili. L’inaugurazione avrà le note degli Spira Mirabilis e i tratti dj grazie all’associazione di volontariato Moninga. L’ambiente che sarà presentato sabato avrà diversi scopi. Sarà un luogo per accogliere coloro che partecipano a diversi tipi di progetti. Nell’elenco figurano mobilità europea, cooperazione internazionale, scambi culturali e sportivi. L’obiettivo è promuovere opportunità per valorizzare il territorio attraverso percorsi formativi ad hoc. «Tre anni fa siamo intervenuti sulla ristrutturazione della villa - ha spiegato il sindaco, Maria Costi - grazie a un cospicuo contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Abbiamo realizzato anche un vano scale interno che ha reso indipendente l’ultimo piano. Ora abbiamo completato l’intervento con un contributo della Regione pari a 60mila euro. L’intervento ci ha permesso d’installare l’unità di trattamento aria e di rifare servizi igienici e area ristoro». Lo spazio è stato chiamato “Friend house”. Il perché lo ha spiegato Simona Sarracino, assessore alle politiche sociali e giovanili. «Come tutta la struttura - ha detto Sarracino - simboleggia il luogo dell’amicizia e delle relazioni, dell’accoglienza e dell’incontro. Con la nuova foresteria si aggiunge un importante tassello nel polo socio-sanitario che già comprende, oltre al centro diurno socio- riabilitativo per disabili, anche la sede dei volontari dell’Avap e la Casa Residenza per anziani Opera Pia Castiglioni». Fino a questo punto il passato e il presente. I rappresentanti delle istituzioni guardano anche al futuro. «Il prossimo obiettivo dell’amministrazione - ha concluso l’assessore - è quello di aprire una semiresidenza per minori con patologie neuropsichiatriche dove c’era la sede degli alpini».

Gabriele Farina

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