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Una scalinata in ricordo del dott. Montanari

Una scalinata in ricordo del dott. Montanari

Pavullo. Cerimonia di intitolazione per il tratto che sale dalla via Giardini all’ospedale

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PAVULLO. È stata mobilitazione collettiva, e non poteva essere altrimenti, ieri mattina a Pavullo per la cerimonia in memoria del dottor Alberto Montanari nel trentennale della sua scomparsa. Un appuntamento fortemente voluto dal Comune e dalla famiglia Montanari-Belloi per ricordare una figura storica per il territorio, che ricoprì negli anni del secondo dopoguerra prima la carica di direttore sanitario del Sanatorio di Gaiato poi quella di primario all'ospedale. Da medico si distinse, oltre che per le doti professionali, per la grande umanità che mostrava in particolare nei confronti dei più deboli. Profondi gli attestati di stima mostrati dalle autorità di oggi e dell'epoca in una chiesa gremita, prima del tributo solenne che ha portato, su proposta del prof Andrea Pini, all'intitolazione al dottore della storica scalinata che dalla via Giardini sale fino all'ospedale. «In un periodo come quello che stiamo vivendo, dove tutto passa e viene dimenticato e l'egoismo e l’individualismo si stanno sempre più affermando – ha sottolineato il sindaco Romano Canovi - figure come il dottor Montanari ci costringono a fermarci un attimo a riflettere, a fare i conti con noi stessi, con il nostro essere sempre più spesso attenti solamente al nostro benessere personale e quasi timorosi di confrontarci e di aiutare gli altri. Le sue opere, il suo lavoro, la sua grande onestà e rettitudine, la sua generosità, che oggi riconosciamo pubblicamente, devono essere per noi un esempio». Una figura fondamentale per la comunità, insomma, non a caso ricordata insieme a quella di Antonio Parenti. Grande affetto anche nelle parole di Gian Paolo Lenzini, sindaco dal 1975 al 1988, che ricordando il suo impegno da consigliere Dc ha parlato di un uomo «sempre pronto a intervenire per risolvere i problemi di Pavullo nella costante ricerca del dialogo». Ma ha sottolineato anche la sua profonda fede e l'amicizia che lo legava a Uberto Mori e padre Raffaele da Mestre, il celebre francescano del Santuario di Puianello. (d.m.)

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