Biomasse, problema in stand-by
Il comitato: «Mancano i dati richiesti: bisogna vigilare sul caso»
SPILAMBERTO. «Nel merito delle vicende che ci hanno visto protagonisti della difesa della vulnerabilità del nostro territorio, allo stato attuale, possiamo dire che, grazie anche all'impegno dei cittadini e alle iniziative del nostro Comitato, la situazione è di stallo».
A parlare è Luciano Gozzoli, portavoce del neonato Comitato No Biomasse Terre di Castelli, evoluzione del Comitato No Biomasse Inalca in seguito alla vicenda che ha visto contrapposti gli abitanti di Settecani alla ditta Agrivision. Questa, nei mesi scorsi, ha tentato di costruire alcune serre riscaldate a biomasse in un campo di via Pitagora; le emissioni delle serre, però, sarebbero state notevolmente superiori rispetto alle norme consentite dalla Provincia, che in questo caso avrebbe dovuto rilasciare la relativa autorizzazione a costruire.
Condizioni, queste, appurate da controlli eseguiti da Provincia, Arpa (Agenzia regionale per l’Ambiente), ed Ausl su richiesta del Comune di Spilamberto; quest'ultimo, che amministra la zona, ha agito in seguito alle proteste degli abitanti, che lo accusavano di non aver controllato la situazione con lo zelo necessario. «Il primo ottobre - racconta in modo preciso Bozzoli - ci siamo incontrati con il sindaco Costantini, che ha confermato che la ditta non ha ancora fornito le integrazioni richieste. Dopo quanto è successo, avremmo preferito non ricevere solo propositi di attesa, ma anche di maggiore attenzione per il futuro. Tacciono anche i Comuni di Castelnuovo Rangone e di Castelvetro, dimenticando i buoni propositi di una regolamentazione del fenomeno biomasse a livello del singolo Comune o, meglio, di Unione Terre di Castelli. Anche per questo, il Comitato proseguirà ed amplierà la propria di difesa del territorio e di chi ci abita».
Enrico Vincenzi
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