Bper, ecco le telefonate del ricattatore-terrorista
Il 61enne che ha cercato di estorcere 4 milioni ai dirigenti aveva un manuale con i testi delle conversazioni: «Lasci lo zaino coi soldi nel primo confessionale»
«Falange Armata contro le Banche», così era la sigla finale dei comunicati estorsivi, la firma di una delle lettere recapitate a quattro dirigenti generali della Banca Popolare dell’Emilia Romagna per ottenere da ciascuno di loro un milione di euro. Ma il gioco da terrorista di Claudio Terruzzi, 61 anni, modenese da anni residente a Sissa Trecasali di Parma, è finito ben presto e tutto il suo sistema, come abbiamo raccontato ieri, è stato scoperto, e svelato dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Radiomobile di Modena e dal sostituto procuratore Enrico Stefani. In base alle intercettazioni e al materiale ritrovato, gli inquirenti hanno capito che il 61enne, che ha alle spalle precedenti per truffe e vari reati, era metodico, preciso e comunque determinato. Per non incappare in errori si preparava come un attore che deve recitare la sua parte . E quando telefonava pertanto aveva un suo “copione”, con frasi ben precise che lui snocciolava all’occorrenza. Una specie di manuale, un vademecum della richiesta estorsiva da seguire pedissequamente.
Come si è scoperto con una perquisizione in casa sua, aveva anche creato un manualetto con tutte le tappe da seguire: le lettere e le chiamate anonime e soprattutto i pedinamenti. Ma torniamo alle telefonate. Nel suo “copione” ci sono frasi aggiunte a mano, perché più efficaci, migliorie rispetto alla telefonata fatta al dirigente precedente. Eccone un ampio stralcio.
«Signor.... buongiorno, ha ricevuto il nostro comunicato? Ha eseguito quanto richiesto? Allora metta il contenuto all’interno di uno zaino be domattina alle 11 si trovi nel piazzale del parcheggio della stazione dei treni di Vignola e lì aspetti nuove istruzioni. ... Anche un altro consigliere prima di lei ha fatto ostruzione ma è bastato (corretto in “è stato sufficiente”) che suo nipote all’uscita della scuola scomparisse per qualche ora perché ci ripensasse e collaborasse immediatamente... Vuole che capiti la tessa cosa ad un suo familiare? Non commetta azioni di cui si potrebbe pentirsi amaramente, in fondi si tratta solo di denaro, si e no l’1% di quanto avete rubato impunemente in tutti questi anni ai piccoli risparmiatori». Poi ecco quelle che chiama le istruzioni finali, ovvero il testo della telefonata fondamentale in cui lui dà le istruzioni ai dirigenti Bper su dove e come portare il milione di euro.
«Signor...vedo che è stato puntuale, ora vada verso al corso di Vignola, passi di fianco alla filiale della sua banca, attraversi la strada e prosegua ancora una cinquantina di metri alla sua sinistra vedrà una chiesa, entri, depositi lo zaino dentro il primo confessionale alla sua sinistra e se ne vada. Spenga il telefono, non contatti nessuno perché due dei nostri la seguiranno passo per passo e un’altra persona che la seguirà a distanza ha un jammer, un simpatico strumento che consente fi intercettare e bloccare qualsiasi comunicazione nel raggio di un centinaio di metri. Addio signor... se va tutto bene non sentirà mai più parlare di noi....».
Nelle intercettazioni si sente come una volta Terruzzi abbia chiamato ma a rispondere sia stata la moglie di un dirigente: si è notato subito come fosse spiazzato, come non fosse per nulla abile nell’improvvisare.
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