Provincia, Muzzarelli chiama Reggio
Entro l’anno si deve costituire l’area vasta: «Non perdano questa occasione, con Ferrara siamo già d’accordo»
«Penso a una politica territoriale forte per intrecciare scelte e strategie. E in queste scelte spero che Reggio faccia un passo verso di noi». Il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli, ad un anno dall’elezione, fa il bilancio di ciò che è accaduto ma soprattutto di ciò che dovrà accadere.
Area vasta. «Dopo il riordino dovremo completare le scelte di area vasta entro novembre, al massimo entro l’anno, e per me è automatico andare con Reggio e Ferrara nell’ottica di un’Emilia centrale che dovrà essere convenzionata con Bologna, città metropolitana. Questa è la sfida. Cominceremo gli incontri coi sindaci, anche se mi dicono che Reggio vuole andare verso Parma: sis sposterebbe un asse, tutti sanno che tra Bologna, Modena e Reggio si decide un pezzo di Pil, ed è strategico stare in questo contesto». E se Reggio non verrà? «Se Reggio non verrà saremo con Ferrara al fianco di Bologna». Deciso come al solito, Muzzarelli ragiona di cose pratiche.
La situazione attuale. «Dopo un anno dall'insediamento l'ente Provincia non è più lo stesso. Si è ridotto notevolmente nelle dimensioni: attualmente il personale è sceso da oltre 550 dipendenti a poco più di 400 ma soprattutto il bilancio, approvato di recente, gestisce risorse per 86 milioni di euro, quando dieci anni fa sfiorava i 200 milioni. Per ora stiamo comunque gestendo tutti le competenze del passato, ma nei prossimi mesi, come prevede la legge di riforma e quella regionale di riordino approvata in luglio, passeranno alla Regione tutti i dipendenti dell'agricoltura, dell'ambiente, formazione professionale e Centri per l'impiego».
Le nuove competenze. «La Provincia, o il nuovo ente di area vasta, si occuperà esclusivamente di viabilità e trasporti, edilizia scolastica e pianificazione della rete scolastica, assistenza tecnico amministrativa agli enti locali, pianificazione territoriale e pari opportunità. Il personale sarà ridotto, rimarranno poco più di 200 dipendenti. Ma quello che pesa ora è l'incertezza sulle risorse a disposizione».
I Comuni. «L'idea sulla quale abbiamo lavorato da subito è quella di una Provincia sempre più al servizio dei Comuni. L'obiettivo è condividere alcune servizi come gli appalti, l'avvocatura, il personale, per snellire e conseguire economie di scala. Una sorta di Unione provinciale dei Comuni».
I dipendenti. «In risposta alle nostre richieste e grazie anche al lavoro dei nostri parlamentari finalmente il Governo ha deciso di accelerare le procedure per la statalizzazione del personale del Fermi ancora in carico alla Provincia. Una scelta sollecitata da tempo che prende atto del nuovo ruolo dell'ente. Passeranno allo Stato i 55 dipendenti del Fermi, tra docenti e personale tecnico, amministrativo e ausiliario, tuttora in carico alla Provincia, chiudendo un percorso avviato nel 2007 con la statalizzazione dell'istituto di proprietà dell'ente. Auspichiamo che l'iter si concluda rapidamente. Il risparmio in prospettiva per l'ente è di oltre due milioni e mezzo. Ma ora devono essere completati i passaggi dei dipendenti dei Centri per l'impiego alla Regione e definire il destino e il compiti della Polizia provinciale».
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