Scuola di belcanto di Modena: dopo Mirella Freni vanno via gli allievi
Lettera aperta su Facebook degli allievi del grande soprano sul caso Cubec: «Senza la signora Freni non ha alcun senso rimanere in quella scuola». La scuola di belcanto si trova ora con la cooperativa che la dirige e un'emorragia di studenti-professionisti che se ne vanno perché senza più la loro maestra carismatica
MODENA. Le dimissioni del grande soprano Mirella Freni dal Cubec, avvenute pochi giorni fa di fatto abbattendo l'accademia di musica creata dal grande soprano insieme al pianista Michele Montanari, fanno sempre più discutere.
A sostegno della Freni arriva infatti una lettera aperta dei suoi allievi giunti a studiare a Modena da mezzo mondo: «Noi smettiamo di studiare al Cubec se non c'è più la Freni». Questa la sostanza della missiva che fa della scuola una esperienza archiviata. Molti ragazzi, in alcuni casi artisti ormai noti, si sfogano su Facebook dopo l'addio polemico del soprano modenese.
Spiega Felipe Oliveira: «Che peccato! Sono stato molto fortunato a studiare con Mirella Freni. Mi dispiace molto che questa storia finisca così, le auguro il meglio» scritto in tre lingua dal cantante, a testimoniare la portata internazionale che la vicenda sta prendendo. Tanti di questi giovani artisti, come ad esempio Martha Banks, pubblicano inoltre sul proprio profilo Facebook molte immagini di momenti allegri durante le lezioni modenesi.
In tutto questo cresce, e non poco vista l'importanza del nome coinvolto, l'imbarazzo del Comune. Lo stesso sindaco al momento preferisce non intervenire. In un comunicato di lunedì scorso il vicesindaco e assessore alla cultura Gianpietro Cavazza aveva detto: «Ribadiamo la ferma intenzione dell'amministrazione comunale a creare le condizioni affinché l'attività di docente di Mirella Freni continui ad avere Modena come punto di riferimento». A quanto si è saputo – e come è ovvio che sia – uno strappo però non avviene mai da un momento all'altro. Ma mesi si conosceva la vicenda e il fatto che piano piano andava degenerando. Evidentemente si è sottovalutata o non si è saputa gestire giungendo a un compromesso.
Risulta che durante l'estate un estremo tentativo di ricomporre le divisioni tra il maestro Montanari e la Freni sia stato tentato dal presidente della Fondazione Cassa di risparmio Andrea Landi. Unico ringraziato da Mirella Freni. L'ente di origine bancaria, infatti, fino a oggi ha sostenuto economicamente con 180mila euro l'anno l'attività del Cubec che non prevedeva solo i corsi della Freni, ma anche attività didattiche e orchestrali. Un bel problema visto che la Freni è irremovibile e dice che non lavorerà più con Montanari, tanto meno lo farà con il teatro comunale Pavarotti. Soluzione per la quale starebbe spingendo il Comune.
Vero è che l'amministrazione non ha colpe dirette nella rottura che si è venuta a creare tra Freni e Montanari, ma altrettanto vero è che non si vedono soluzioni dopo che nello scorso febbraio il Comune aveva deciso di posizionare al complesso San Paolo il Cubec contraendo un contratto d'affitto con la cooperativa “Musica e Servizio” di Vignola. Una cooperativa che, è in sostanza a gestione familiare visto che vi lavorerebbero anche due congiunti del direttore Montanari.
Come farà la Fondazione ad assegnare gli stessi fondi a un Cubec privo della Freni?
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