A Modena c’è Renato Curcio col suo ultimo libro, ed è polemica
Era inevitabile ma gli organizzatori della settimana "Màt" hanno messo in conto anche il fatto che un nome-bandiera potesse far discutere. La presenza di Renato Curcio, negli anni ’70 fondatore e ideologo delle Brigate...
MODENA. Era inevitabile ma gli organizzatori hanno messo in conto anche il fatto che un nome-bandiera potesse far discutere.
La presenza di Renato Curcio, negli anni ’70 fondatore e ideologo delle Brigate Rosse, alla settimana della salute mentale farà inevitabilmente discutere anche se lui da quando è uscito dal carcere rifiuta ogni ruolo pubblico. Non ha mai voluto parlare degli anni di piombo, del terrorismo. E neppure di politica, per quanto paradossale possa sembrare.
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Anche se non è stato mai condannato come protagonista di azioni armate Curcio è ritenuto il simbolo, il mandante morale quando non l’organizzatore clandestino della guerra armata che ha insanguinato l’Italia negli anni del terrorismo.
Per questo oggi, a 74 anni compiuti, si sposta raramente e parla in pubblico solo quando deve presentare i suoi libri o quelli editi dalla cooperativa editoriale e sociale “Sensibili alle foglie”, di cui è fondatore.
Per “Màt”, la rassegna che dura una settimana ed è tutta dedicata ai tanti aspetti della malattia mentale e dell’assistenza psichiatrica, Renato Curcio presenterà “La rivolta del riso” di cui è autore. Nell’incontro, che si terrà il 20 ottobre a Modena alla Tenda di viale Molza alle 18, sicuramente non derogherà dalla regola che si è imposto.
Come già accaduto nel 2008 e nel 2013, quando è venuto a Modena per incontri con i gruppi antagonisti suscitando le critiche pubbliche del sindaco Pighi, discuterà di temi che attengono alle questioni social i nel dialogo a due voci con con Paolo Vistoli. All’iniziativa hanno dato il loro patrocinio la cooperativa sociale Aliante in collaborazione con l’associazione Idee in Circolo e l’associazione “Insieme a Noi”.
Il libro analizza i dispositivi totalizzanti nelle associazioni, nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni. Nel Terzo Settore vengono esaminate le esperienze di alcuni educatori. Tra le decine di ospitati alla settimana di Màt non mancano deputati e senatori più impegnati sui temi del disagio sociale. (s.c.)
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