Favori elettorali, Megale è declassato
L’ex capogruppo Pd perde il posto di comandante della Municipale nel Reggiano ma dice: «Sono sereno, spiegherò tutto»
L'autentica bufera che da domenica scorsa ha investito Giuseppe Megale, dopo le sue dimissioni per avviso di garanzia, non lo ha lasciato indifferente. Ma l'ex capogruppo Pd, raggiunto al telefono, si dichiara comunque tranquillo. «Io sono sereno, so come stanno le cose e aspetto il momento in cui potrò parlare. Adesso mi pare evidente che non è possibile. La bufera me l'aspettavo, anche se speravo in reazioni un po' meno violente e pesanti nei miei confronti». Anche sotto l'aspetto professionale, la vicenda sta procurando problemi a Megale, «ma del resto cosa posso fare? Sono qui con alcuni amici, vado avanti e aspetto gli sviluppi». Infine sulla presunta telefonata intercettata in cui ringrazierebbe per i voti ricevuti alle elezioni, non si esprime: «Su questo davvero non posso dichiarare nulla, verrà il momento ma adesso se ne occupano i miei avvocati». E l’inchiesta della magistratura, che ha coinvolto anche tre dipendenti di Sgp oltre a Megale, sta avendo pesanti ripercussioni e strascichi anche nel Reggiano sugli incarichi affidati appunto a Megale.
L’ex capogruppo Pd era comandante della Municipale, è stato trasferito dal comando per incompatibilità territoriale ed assegnato all'amministrazione; ora comunque è in ferie per riflettere. L’ispettore Megale è dunque ormai ex responsabile della Municipale di Castellarano: le accuse che la Procura gli contesta, lo ricordiamo, sono di presunte promesse elettorali emerse durante le investigazioni sull'inchiesta Untouchables. Megale, dopo aver ricevuto un avviso di garanzia, si è subito dimesso da capogruppo della maggioranza nel consiglio comunale sassolese e poi dal ruolo di consigliere. Le accuse riguardano in primis il suo ruolo politico e alcune cene controverse a cui avrebbe partecipato. Era inevitabile però che vi fossero conseguenze anche professionali, visto il ruolo di primo piano che Megale ricopriva all'interno della polizia municipale Tresinaro-Secchia.
Per molti anni Megale è stato il responsabile del comando rubierese della Municipale e in estate era stato trasferito a Castellarano col medesimo ruolo, in un giro di dirigenti voluto dal comandante Italo Rosati per la legge sulla trasparenza, che impone di non mantenere nello stesso ruolo per troppo tempo figure di rilievo. Una decisione programmata da tempo e non legata alle attuali vicende.
Dopo l'avviso di garanzia, ora arrivano anche provvedimenti disciplinari. Mercoledì scorso Rosati ha avviato formalmente un procedimento disciplinare nei confronti di Megale e nello stesso tempo tutti i sindaci dell'Unione Tresinario Secchia hanno chiesto il trasferimento da Castellarano per incompatibilità territoriale e l'assegnazione a mansioni di tipo amministrativo finché non verrà fatta chiarezza sulla vicenda. Da ieri lo stesso Megale ha domandato e ottenuto un periodo di ferie, così da potersi dedicare alla tutela della propria posizione. I sindaci dell'Unione hanno poi avviato un'indagine interna per verificare atti, decisioni assunte e provvedimenti che ineriscono al ruolo che Megale ha ricoperto.
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