Mont Blanc a Modena onora Luciano Pavarotti con penne esclusive
La ditta che è stata soprannominata "la Ferrari della scrittura" ha realizzato delle stilografiche ispirate al tenore modenese, solo 5.698 mila i pezzi realizzati per espressa scelta dei produttori. I prezzi? D alcune centinaia a migliaia di euro per i modelli più prestigiosi
MODENA. Un Pavarotti … da scrivere. Lunedì sarà il compleanno dell’indimenticato tenore e ieri la Montblanc ha presentato al Teatro Pavarotti un’edizione limitata dedicata a Big Luciano. «Sembrano due entità lontane - ha spiegato Pietro Blondi, gioielliere modenese che ha organizzato la serata al teatro Pavarotti con l’azienda di Amburgo - ma non lo sono. Entrambi sostengono giovani talenti musicali e promuovono azioni nei confronti dei giovani artisti». Tra gli esempi, la Filarmonica e la Fondazione Montblanc de la culture.
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C'E' LA MANO ANCHE DI BOCELLI. Allo strumento di scrittura da collezionisti hanno contribuito, direttamente o indirettamente, persone legate al maestro, tra cui gli eredi e Andrea Bocelli. «Non avevo realizzato che, prima d’aprire bocca, il più grande talento del mondo mi aveva promosso», ha ricordato il cantante toscano nel testo “A Luciano Pavarotti”. Nel passaggio in questione Bocelli menzionava quando Pavarotti lo definì «un grandissimo tenore» a Modena. Non è stato l’unico giovane da lui sostenuto, anzi. Ancora oggi, a otto anni dalla scomparsa, basta il suo nome per impressionare chi desidera seguire i suoi passi. «Cantare al teatro Pavarotti è una grande emozione - ha riconosciuto Matteo Desole, tenore di origine sarda - è come sentire la sua presenza. Sono giovane, sono a Modena da poco e non ho avuto l’opportunità di conoscerlo. Si sente sempre la sua presenza, basta passare per i corridoi del teatro. Ha fatto molto per i giovani e la Fondazione Pavarotti continua a fare molto». Desole il 6 settembre era in piazza Grande per il concerto in sua memoria. È un allievo del soprano Raina Kabaivanska come Anais Mejias.
"CANTARE QUI E' UN GRANDE PRIVILEGIO". «Cantare nel teatro Pavarotti - ha aggiunto la cantante d’origine portoricana, anche lei soprano - nella città Pavarotti a pochi giorni dal suo compleanno è il privilegio più grande che un cantante possa avere. Modena è la città del bel canto. Ho scelto di fare La Rondine perché Pavarotti ha interpretato molto Puccini». Il duo, accompagnato al piano da Ulla Casalini, ha esordito con arie de La Boheme. Un’opera, sempre del compositore toscano, raffigurata simbolicamente nello strumento di scrittura presentato ieri. I cinque anelli d’oro del cappuccio raffigurano sia gli ordini di palco del teatro modenese sia cinque delle opere più celebri legate a Pavarotti: La Boheme, Rigoletto, Elisir d’amore, Un ballo in maschera e Turandot. Cinque sono anche le penne già battute all’asta dell’edizione “limitatissima”.
EDIZIONI LIMITATE. Degli altri due modelli ne esistono rispettivamente 4.810 e 888 esemplari. Numeri che rappresentano, rispettivamente, l’altezza del Monte Bianco e l’infinito. Tra gli altri richiami, il chiodo curvo portafortuna, il turchese e il rosso per le camicie hawaiane, il bianco e nero per l’eleganza. Gabriele Farina
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