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«Poletti e Squinzi azzerano il ruolo delle parti sociali»

«Poletti e Squinzi azzerano il ruolo delle parti sociali»

Tania Scacchetti di Cgil accusa: «A loro non interessa che 9 milioni di lavoratori siano senza contratto nazionale»

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«Oggi nel nostro Paese ci sono oltre 9 milioni di lavoratori privi della copertura della contrattazione nazionale o in attesa di rinnovo. Per il ministro del lavoro Giuliano Poletti, come per il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, non ha evidentemente alcun rilievo l'urgenza di rinnovare i contratti nazionali di molti milioni di lavoratori, migliorandone il reddito e contribuendo al rilancio dei consumi».

Sono affermazioni di Tania Scacchetti, segretario provinciale della Cgil di Modena, intervenendo sullo stato della trattativa che riguarda la riforma della contrattazione.

Tania Scacchetti aggiunge che la Cgil «non è intenzionata – ha detto espressamente – ad assistere passivamente alla costruzione di una “riforma Frankestein” che non sarebbe funzionale nel Paese e che scaricherebbe tutte le proprie inadeguatezze come un macigno sulle schiene dei lavoratori».

In questi giorni, infatti, il botta e risposta tra governo e Confindustria incalza, tra lo stupore del numero uno di Cgil Susanna Camusso, rispetto alla decisione di affidare a un soggetto terzo come il governo il compito di decidere su una nuova struttura della contrattazione, e l'annuncio dell'abbandono del tavolo da parte di Confindustria.

«La Cgil – precisa Scacchetti – è stata molto chiara nell'evidenziare la necessità che prima della discussione sul modello contrattuale, o comunque accanto ad essa, occorre procedere al rinnovo dei contratti nazionali di lavoro aperti. Questo è l'asse del ragionamento che andrebbe affrontato con serietà e qui si sta delineando una frattura profonda con Confindustria e con il governo: perdura infatti l'idea che il lavoro, e le sue condizioni, debbano essere una variabile dipendente dalle condizioni finanziarie e di mercato, perdura l'idea di affrontare una fase come questa indebolendo i diritti dei lavoratori (come avvenuto con il Jobs Act), ma anche le loro condizioni salariali. Perdura l'idea che gli investimenti, l'innovazione e la ricerca, la formazione e la qualificazione professionale non siano l'elemento su cui scommettere e confrontarsi con i lavoratori e le loro rappresentanze. Le dichiarazioni di Poletti. già presidente di Legacoop, sono un’invasione di campo in una trattativa complessa e nascondono l'intenzione di azzerare il ruolo delle parti sociali».

Auspicando che discussioni di tale natura fossero affrontate anche nell'atteso incontro che ieri ha portato a Modena anche il premier Matteo Renzi per una riunione della Ferrari con un gruppo di investitori stranieri, Tania Scacchetti afferma: «sarebbe interessante che qualcuno ricordasse che se il territorio modenese ha grandi imprese, distretti che competono nel mondo, è anche grazie al ruolo giocato dai lavoratori e dalle loro rappresentanze. Confindustria deve sapere che la Cgil non rinuncerà a ricercare soluzioni per via negoziale. Il governo deve sapere che se dovesse proseguire nell'intenzione di ricopiare in una legge i contenuti confindustriali (l'abolizione dei contratti nazionali e la riduzione dei salari) non potrà che ottenere una forte e generale risposta del mondo del lavoro».

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