Truffa del patronato Il caso passa a Roma
Il giudice riconosce l’incompetenza territoriale e manda tutto il fascicolo alla Procura di Roma. Finisce così la lunga parentesi modenese dell’inchiesta che le “fiamme gialle” e la procura hanno...
Il giudice riconosce l’incompetenza territoriale e manda tutto il fascicolo alla Procura di Roma. Finisce così la lunga parentesi modenese dell’inchiesta che le “fiamme gialle” e la procura hanno dedicato al presunto caso di truffa ai danni dello Stato da parte del patronato Enapa di Confagricoltura di Modena ai tempi in cui direttore generale era Pier Luigi Bolognesi, attualmente imputato con altri due dirigenti responsabili modenesi (li difende l’avvocato Giulio Garuti).
Ieri il giudice Eleonora De Marco ha infatti stabilito che il reato contestato - la presa in carico di denaro erogato dal Ministero del Lavoro in base al auna documentazione manipolata - è avvenuto a Roma, dato che a ritirare i soldi in prima battuta è stato il patronato Enapa nella sua sede nazionale. Solo dopo i soldi sono stati girati alla sede modenese, ma non basta per fare restare qui il dossier. Le carte sono state così girate alla procura di Roma. Una delusione per il pm Claudia Natalini che ha lavorato a lungo su questo caso e che ha anche disposto delle perquisizioni alla sede modenese di Confindustria quando la presidenza era già passata a Eugenia Bergamaschi (del tutto estranea da questa vicenda). Solo lo scorso gennaio si è saputo di questa indagine condotta dalla guardia di finanza e terminata con la scoperta, in collaborazione con la Direzione territoriale del Lavoro, di una truffa aggravata per il conseguimento indebito di erogazioni pubbliche per oltre 15mila euro. A compierla sarebbero stati l’ex direttore Bolognesi e due funzionari. Secondo gli accertamenti per ogni pratica trattata era stato erogato dal Ministero del Lavoro un contributo tanto più alto quanto maggiore era il valore della percentuale di invalidità stabilita dalle commissioni mediche dell’Asl di Modena. Lo si è capito dalle discordanze tra le percentuali di invalidità risultanti dai verbali predisposti dalle commissioni mediche e quelle annotate sul registro delle pratiche concluse positivamente dal patronato. Controllando l’anno 2008, sono state individuate 43 pratiche nelle quali sarebbero state indicate falsamente (anche alterando i verbali delle commissioni che erano allegati al registro) percentuali di invalidità civile più elevate di quelle reali che avrebbero consentito di ottenere un contributo di oltre 15mila euro maggiorato rispetto a quanto dovuto. E anche per l’anno 2009 sono state individuate 31 pratiche irregolari che avrebbero permesso al patronato di appropriarsi di oltre 11mila euro. Curiosamente, in questo caso la truffa non è andata a buon fine, perché le richieste sono state ripresentate in maniera corretta prima che venisse autorizzato il pagamento del contributo.
Carlo Gregori
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
