Gazzetta di Modena

Modena

A Modena arriva la "Settimana di Màt": incontri e spettacoli sui dolori dell’anima

Saverio Cioce
Un incontro in una passata edizione della "Settimana di Màt"
◗
Un incontro in una passata edizione della "Settimana di Màt"

Disagio sociale, malattie psichiatriche e cure psicologiche L’universo della mente esplorato da esperti ed ex pazienti nell'ambito di Modena e in sei Comuni della provincia

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Ci sono anche teatro, cortometraggi, cucina modenese, musica e mostre oltre a decine di incontri, dialoghi in pubblico e dibattiti alla settimana della salute mentale.

La rassegna organizzata dall’Ausl di Modena e dal Dipartimento di Salute Mentale riesce a mettere attorno a un tavolo medici e pazienti per mettere a confronto le risposte sulle malattie mentali prendendo i casi esemplari che vengono applicati nelle carie parti d’Italia, da esperti e volontari.

Un risultato però è stato già raggiunto. Arrivata alla quinta edizione la rassegna ha sdoganato nella coscienza comune il male oscuro, il dolore psicologico che frattura cuore e mente rendendo difficile sino all’impossibile la vita quotidiana. Non è un caso che nei quasi 80 appuntamenti distribuiti tra il 17 e il 23 ottobre, a Modena e in altri sei Comuni della provincia, ci sia una partecipazione corale, coinvolgendo persino i parenti degli ammalati.

Non è una novità del resto che per quello che riguarda le malattie di lunga durata il coinvolgimento delle famiglie nelle strategie di cura e mantenimento sia decisivo. La sofferenza psicologica, così come quella psichica, non può essere contenuta o risolta solo con i farmaci. Per questo arriveranno a Modena anche i protagonisti di esperienze di auto aiuto o di assistenza non convenzionale da Brindisi, da Avellino, da Mantova.

Il filo rosso che unisce le diverse iniziative è quello dell’auto-aiuto, del darsi una mano tra persone che hanno attraversato il buio della coscienza e sono riusciti a uscirne. A questo proposito è nata la figura del cosiddetto “utente esperto” che definisce il paziente o l’ex paziente che collabora con medici e istituzioni sanitarie nella riabilitazione e nella stabilizzazione della malattia. Ma non solo in quella visto che musica, attività teatrali o artistiche sono un tutt’uno con la crescita dell’autostima e dell’autonomia dei pazienti.

«Non è semplice - sottolinea Fabrizio Starace, direttore del Dipartimento Salute Mentale dell’Ausl - mettere insieme il capitale sociale che sta attorno alla malattia mentale. Tranne che nei casi più gravi non può essere misurata con gli strumenti usati per le altre patologie, si riconosce a volte con difficoltà e i sintomi finiscono per essere sottovalutati, misconosciuti. Quest’anno ci sarà un’attenzione particolare per le forme di esclusione che scattano nelle comunità, dal lavoro alla scuola e al tempo libero e che se non vengono riconosciute e bloccate in tempo possono portare a reazioni incontrollate».

Basta partire da queste premesse per leggere le tragedie legate al bullismo e allo stalking, alle esplosioni di violenza in famiglia o agli omicidi di figli o comiugi in caso di divorzio per capire come i servizi sanitari sono l’ultima barriera di malesseri che andrebbero intercettati prima.

La crisi economica aggrava ogni disagio, trasformando la perdita del lavoro in una crisi irreversibile. «Ormai è fuori discussione - sostiene Massimo Annicchiarico, direttore generale dell’Ausl - che c’è una stretta correlazione tra condizioni economiche e incidenza delle patologie. Che siano cardiopatie o malattie mentali il risultato non cambia: meno risorse ci sono e più si allargano le conseguenze sociali delle malattie. Il modello di assistenza sanitaria che però vogliamo mantenere è quello di inclusione e di riequilibrio, mettendo in condizione la società di reagire in maniera attiva».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google