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A tu per tu con i cinghiali: nuova paura a Savignano

di Marco Pederzoli
A tu per tu con i cinghiali: nuova paura a Savignano

Caprioli investiti e incontri ravvicinati con gli ungulati, chiesti più interventi Lamandini (Atc) rassicura: «Nessun aumento, agli abbattimenti pensiamo noi»

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SAVIGNANO. Torna l’allarme fauna selvatica a Savignano.

Dopo il capriolo investito e ucciso da un’auto tre giorni fa in via Claudia a Garofalo, ieri è di nuovo stata segnalata la presenza di cinghiali nelle colline tra Mulino e il capoluogo, nei dintorni di via Mombrina. Anche in questo caso, i cinghiali hanno praticamente “arato” dei terreni, provocando diversi danni proprio vicino a delle abitazioni private.

Posto che i cinghiali potrebbero rendersi pericolosi l’uomo, specialmente se in presenza di una cucciolata, l’Ambito Territoriale di Caccia “Modena 2”, competente tra l’altro per la zona della Valle Panaro, sta correndo ai ripari e promette abbattimenti, per tenere sotto controllo la popolazione della fauna selvatica nelle zone residenziali della pianura.

«Non c’è alcun nuovo allarme cinghiali, caprioli o daini – spiega il presidente dell’Atc Modena 2 ed ex sindaco di Spilamberto, Francesco Lamandini – perché finora siamo riusciti a mantenerli sotto controllo. Tuttavia sappiamo delle segnalazioni sulla presenza di fauna selvatica a Savignano e dintorni. Proprio a tal proposito, potranno esserci delle novità positive nel medio periodo, perché la Provincia, finalmente, ha esteso la zona operativa in cui si potranno muovere le squadre addette al controllo della fauna selvatica. Se prima il limite entro il quale ci si poteva muovere toccava sostanzialmente Garofano di Savignano, Campiglio di Vignola e Puianello di Castelvetro, ora è stato esteso fino alla Pedemontana. La squadra di braccata di Guiglia – Savignano, competente per il territorio savignanese, dal 1° ottobre scorso è quindi autorizzata ad operare su tutto il territorio savignanese, naturalmente con le dovute cautele ed attenzioni. Sono quindi da attendersi novità positive nel medio periodo».

In ogni caso, il problema nel breve rimane e le segnalazioni fioccano. Perché tanti cinghiali & co. in pianura?

Risponde Lamandini: «Non ci risulta che la popolazione di cinghiali sia aumentata rispetto al passato, come invece è stato per storni, gazze e volpi, ma semplicemente si è un po’ spostata, lungo quell’autostrada naturale che è il fiume Panaro. Una delle cause principali, è che il cinghiale capisce in fretta dove non è al sicuro, ovvero dove viene cacciato, e quindi tende a spostarsi alla ricerca di luoghi e nascondigli dove si sente più sicuro».

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