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Modena, alunni disabili in aumento pochi docenti specializzati

di Vincenzo Brancatisano
Modena, alunni disabili in aumento pochi docenti specializzati

Sensibile incremento di bambini e ragazzi modenesi bisognosi di aiuto in classe Via libera all’assunzione degli insegnanti, scarseggiano quelli che sono formati

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MODENA. Sensibile aumento dei casi di disabilità registrati tra gli alunni della nostra regione e incremento consistente della gravità dei singoli casi. Forte aumento delle certificazioni dello spettro autistico e deciso aumento delle disabilità riscontrate tra gli studenti stranieri. Da qui la pioggia di posti di sostegno, appena autorizzati in deroga, e in arrivo in quantità nelle scuole della nostra provincia.

Il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna ha appena accordato l’assunzione in deroga di ulteriori 258 posti di sostegno per le scuole della provincia di Modena, 1.622 in più in tutta la regione, con Modena che si colloca come seconda provincia dopo Bologna per nuovi posti in deroga. Per far fronte all’aumento del numero degli alunni diversamente abili che frequentano le nostre aule, s’è deciso di ripetere e di potenziare la stessa iniziativa dello scorso anno, quando i posti autorizzati per la stessa finalità erano stati 1.243, dunque in numero inferiore.

Gli spezzoni orari che compongono tali posti sono stati assegnati agli alunni valutando la gravità della diagnosi clinica e il contesto scolastico in cui l’alunno è inserito, così come previsto dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 80/2010, da cui discende la possibilità di autorizzare i posti in questa fase. La valutazione delle esigenze presentate dai dirigenti scolastici è stata effettuata da una commissione tecnica appositamente costituita.

«Con l’ulteriore assegnazione di posti di sostegno, da me autorizzata in conformità alla sentenza della Corte Costituzionale – afferma il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna,Stefano Versari – si realizzano tutte le condizioni per potere accompagnare serenamente il percorso degli studenti disabili nelle scuole della nostra regione. Nell’anno scolastico 2015/16 sono 7.514 i posti di sostegno (379 in più dello scorso anno) a fronte dei 42.507 posti comuni, per un totale di 50.021 posti docenti. I posti di sostegno quest’anno sono dunque il 15 per cento del totale».

Per la prima volta i posti docenti superano in regione la soglia dei 50.000 docenti e si pensi che a partire dal 15 novembre prossimo, con l’attuazione della Fase C del piano straordinario di immissioni in ruolo, saranno aggiunti ulteriori 3.808 posti di sostegno per il potenziamento dell’offerta formativa. Tuttavia, a fronte di un alto numero di posti di sostegno, si registra un numero limitato di docenti specializzati in questa professione, tanto che, in attesa della pubblicazione delle graduatorie di seconda fascia d’istituto, prevista per il 20 ottobre, e nelle quali sono presenti anche docenti specializzati sul sostegno, i dirigenti stanno chiamando molti docenti non specializzati e fino alla nomina degli aventi diritto, che si spera siano in gran numero muniti della specializzazione. Ma torniamo al citato aumento del numero delle certificazioni di disabilità.

Il direttore Versari ringrazia la commissione tecnica che, «oltre ad esaminare ciascun singolo caso si è sforzata di approfondire il quadro che si delinea sul territorio«, e sottolinea che «continuano a crescere gli studenti con disabilità (quest’anno 15.664, il 6,8 per cento in più dello scorso anno scolastico) in misura maggiore rispetto alla popolazione scolastica (l’1,1 per cento in più dello scorso anno scolastico)». Soprattutto, prosegue Versari, «continua l’accentuazione del numero complessivo dei casi di gravità e la gravità dei singoli casi. Dal punto di vista epidemiologico si verifica l’ulteriore forte aumento delle certificazioni dello spettro autistico e un significativo aumento delle certificazioni per studenti stranieri».

Ma trovano conferma, secondo l’Usr, anche le significative differenze registrate nella distribuzione delle patologie fra le diverse province. «L’auspicio – conclude il Direttore Generale – è di approfondire, congiuntamente al mondo della sanità, la crescente propensione a ricondurre nella disabilità problematiche correlate almeno in parte a condizioni sociali e il radicarsi di variegate metodologie cliniche valutative. Tutto questo si traduce in difficoltà per la scuola nella gestione di studenti diversamente valutati sul piano medico da territorio a territorio».

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