Arresto sbagliato, tutti assolti
Tre vigili di Sassuolo e un carabiniere scambiarono per spacciatori e ammanettarono una famiglia
Tutti assolti da ogni accusa. Da quella di porto d’arma al di fuori del territorio di competenza a quello di falso in atto pubblico e di violenza privata. Alla controparte, una coppia e un loro parente, rimarrà il risarcimento, quello di 17mila euro, in un primo tempo rifiutato poi accolto. Si è conclusa ieri mattina in tribunale a Modena la vicenda che vedeva tre agenti della polizia municipale di Sassuolo e un carabiniere che nel febbraio del 2012, nel piazzale di un hotel lungo la tangenziale vicino alla Motorizzazione, si resero protagonisti di un arresto sbagliato. Gli agenti quella sera stavano effettuando una operazione per incastrare ed arrestare degli spacciatori di droga. Una operazione che li aveva fatti sconfinare in territorio modenese. Tre agenti più un militare dell’Arma bloccarono tre persone: che stavano caricando un pacco in auto, pensando fossero i tre che cercavano. Ma invece si trattatava di una giovane coppia e dello suocero e il pacco sospetto nient’altro che una borsa con dei pannolini per il bambino piccolo. Chi intervenne lo fece con decisione: vennero ammanettati e una volta che vigili e cc capirono l’errore, le vittime finirono in ospedale, per loro prognosi lievi. Ma al di là delle ferite, del danno fisico, i tre rimasero molto spaventati dall’accaduto. Uno shock forte. Il Comune di Sassuolo avanzò una proposta di risarcimento alle persone coinvolte, corrispondente alla cifra di 17 mila euro, comprendenti le spese legali. Venne rifiutata poi in seguito acecttata. Il pm aveva chiesto per i quattro condanne per due anni e mezzo (con il rito abbreviato e dunque lo sconto di un terzo della pena): 8 mesi a ciascun vigile, 6 al carabiniere. Ieri l’assoluzione da tutti i capi d’imputazione: porto d’arma al di fuori del territorio di competenza, perquisizione arbitraria, violenza privata e, per il Cc, il falso in atto pubblico (una relazione non veritiera dell’accaduto). Il reato di lesioni, a causa della condotta riparatoria (risarcimento) è stato per legge derubricato. In sostanza, alla fine, si è trattato di uno spiacevole errore e nient’altro.
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