Fiumalbo. Lancia un monitor in faccia alla moglie
Il gesto al culmine di una lite. La donna all’ospedale con ferite e il naso rotto Il marito arrestato dai carabinieri: non potrà più avvicinarsi
FIUMALBO. Un grave episodio di violenza domestica ha profondamente scosso la comunità di Fiumalbo. È avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì. Quando, al culmine di un litigio, una donna di mezza età è stata colpita dal marito con un monitor in pieno viso, al punto da procurarle la rottura del naso.
Un gesto che ha fatto scattare la telefonata ai carabinieri, giunti nel cuore della notte con il Nucleo radiomobile di Pavullo. I militari hanno trovato sul posto la moglie sanguinante.
I militari hanno chiamato subito il 118, che ha disposto il suo trasporto al Policlinico di Modena, dove al termine dei vari accertamenti le sono stati dati 30 giorni di prognosi. Il marito ovviamente è stato arrestato, su disposizione del sostituto procuratore Enrico Stefani e sottoposto ieri mattina a rito direttissimo. Nell’ambito del quale il giudice, dottor Meriggi, oltre alla convalida ha disposto per l'aggressore il divieto di avvicinamento alla casa familiare e alla stessa donna con effetto immediato.
Il marito ha dovuto così prendere le sue cose in fretta e furia e trovarsi subito un'altra sistemazione a debita distanza.
Il processo invece si terrà più avanti, perché l’avvocato ha chiesto termine a difesa, nella speranza di sistemare la delicata questione.
Dopo le cure dei sanitari, la donna ha invece già fatto ritorno all'abitazione, dove l'attende una lunga convalescenza per chiudere le ferite fisiche, e sarà molto più dura per quelle dell’animo.
Anche perché è emerso dalle indagini che l’episodio non è purtroppo isolato: la coppia, persone conosciute, da tempo attraversa momenti di tensione e già altre volte la donna aveva subito percosse, ma mai arrivate a una tale violenza.
I carabinieri stanno indagando per chiarire tutto il contesto, ma sembra che alla base dell'ultima aggressione vi siano futili motivi. Circostanza che non fa che appesantire la posizione del marito, a cui sono contestate le lesioni aggravate dall'ambito familiare e dal corpo contundente usato come arma. L'episodio si è verificato senza testimoni.
E tuttavia, per quanto si diceva ieri in paese, ha sicuramente scosso la comunità, soprattutto in un ambiente come quello dell'alto Appennino, dove i centri sono piccoli e tutti si conoscono.
La piaga della violenza sulle donne continua così a segnare pesantemente tutto il contesto regionale: gli ultimi dati disponibili, quelli del 2014, parlano di più di 2.800 casi in Emilia Romagna, il 92% dei quali riconducibile all'ambito fisico, psicologico, sessuale o economico.
Coinvolte la maggior parte delle volte coppie italiane, sposate o conviventi, anche con una scolarità medio-alta. (d.m.)
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