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Pistoni resiste e si arrocca nel fortino Pd

di Gabriele Bassanetti
Pistoni resiste e si arrocca nel fortino Pd

Affondo dei vertici nazionali M5S. Di Maio: «Si deve dimettere». Ma il sindaco va in riunione e aspetta il consiglio di martedì

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Claudio Pistoni è pronto a chiarire tutto nel prossimo consiglio comunale, martedì sera (e si preannuncia il pienone in sala consiliare). Non ha mai pensato alle dimissioni e non è mai stato fermato sul punto di darle. Il Comune di Sassuolo smentisce le ricostruzioni su una possibile intenzione del sindaco di farsi da parte che sarebbe stata stoppata addirittura da Matteo Renzi in persona durante la sua visita modenese.

Gli spostamenti di Pistoni a Sassuolo, ben lontani dai luoghi di visita del premier, sono ricostruiti con tanto di testimoni: «Non ho incontrato il presidente del consiglio, non l’ho sentito telefonicamente e non ho mai parlato, con lui o con altri commensali, di dimissioni o di fatti ai quali, lo ribadisco, io e l’intera giunta del Comune di Sassuolo siamo assolutamente estranei. Sono stato in ufficio per tutta la serata di ieri, alle 20 ero presente ad un incontro con i gruppi consiliari e la giunta per affrontare questioni legate alle prossime scadenze amministrative, prima fra tutte il concordato della partecipata; alle 22,30 la serata si è chiusa a cena in un locale del centro storico. Ribadisco non ho incontrato e nemmeno parlato con Matteo Renzi e non ho mai palesato a lui, al presidente della Regione o al sottosegretario la volontà di dimettermi per indagini in corso. Le indagini stanno procedendo - conclude il sindaco - e l’amministrazione comunale si è dichiarata e dimostrata sempre disponibile con gli inquirenti».

«Al di la della veridicità del confronto tra il sindaco di Sassuolo ed il premier Renzi sull’ipotesi di dimissioni - commenta Claudia Severi di Forza Italia - l’indagine per corruzione elettorale di cui è indagato l’ex capogruppo Pd, che ha contribuito alla vittoria e all’elezione di Claudio Pistoni, pone un problema politico pesante per questa amministrazione. Ci attendiamo chiarezza già in sede di commissione Controllo e garanzia (lunedì), ma c’è il problema politico, ed etico, legato ai contenuti delle intercettazioni. Un macigno difficile da sopportare per l’amministrazione e crediamo soprattutto, per una persona, oltre che per un politico, quale è Claudio Pistoni. Ed è per questo che, con o senza i consigli di Renzi, le sue dimissioni non ci stupirebbero».

Il caso Sassuolo intanto è ormai arrivato nei palazzi romani. Dopo il deputato 5 Stelle Michele Dell’Orco, ieri perfino Luigi Di Maio si è interessato della questione Sassuolo: «Roma non è l’unica vergogna del Pd - commenta il vicepresidente della Camera accostando il caso Pistoni al caso Marino - il partito del presidente del consiglio è ormai habituè delle procure antimafia. Dovrebbe indurre i suoi sindaci a dimettersi invece di difenderli».

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