Modena. Urologia va via dal Policlinico, Cisl e Uil: «Diktat senza accordi»
Pelloni: «Dal 15 ottobre tutti a Baggiovara. Nessuna discussione, verbale firmato dalla sola Cgil Ci siamo alzati e andati via: non c’è un documento scritto sulle garanzie per personale e pazienti»
MODENA. Un intero reparto, quello di Urologia, viene trasferito dal Policlinico a Baggiovara senza una discussione con le rappresentanze sindacali. Anzi, a dispetto degli accordi sottoscritti, non c’è stato nessun atto amministrativo in cui si definivano competenze, personale e verifica delle situazioni di rischio.
Parte da qui la protesta di Cisl e Uil che a sorpresa si sono alzati dall’incontro del 7 ottobre e hanno abbandonato l’incontro senza firmare il verbale che veniva solo proposto.
«Solo la Cgil, che rappresenta al Policlinico un terzo degli iscritti, ha sottoscritto il documento - commenta Giuseppe Pelloni, responsabile della Uil Flp - Come si fa a dare valore a una scelta che è stata sottoscritta da una minoranza? Eppure i vertici sanitari tirano dritto; sostengono di aver parlato con i diretti interessati e tanto basta. Eppure tutti i problemi restano aperti, a tutela dei sanitari ma soprattutto dei cittadini. Nessuno per esempio ha voluto mettere per iscritto garanzie sul numero degli operatori che resteranno nella nuova struttura con l’unificazione».
Il documento comune siglato al termine dell’incontro è secco. «Non abbiamo avuto risposte degne di essere ritenute tali - argomentano Cisl e Uil in una nota congiunta - Gli operatori sembrano costretti a operare allo sbaraglio, senza procedure trasparenti e condivise. Solo decisioni calate dall’alto. La prima comunicazione è stata il 27 agosto: alla conferenza socio-sanitaria ci è stato detto del trasferimento di Urologia e della sala operatoria a Baggiovara. Il 18 settembre ci è stato promesso un atto amministrativo dettagliato che, a garanzia dei pazienti di quel reparto, definisse competenze cliniche dei diversi professionisti, la verifica delle condizioni di sicurezza e degli indispensabili dispositivi di protezione. Tra l’altro con questa operazione il personale viene trasferito da un’azienda sanitaria all’altra senza un solo accordo, con l’eccezione dell’area medica che rimane sotto la direzione del Policlinico. Ancora il 7 ottobre, quando è stato comunicata la data del trasferimento il 15, come Cisl e Uil abbiamo chiesto un documento per definire questioni vitali: le modalità del trasferimento, l’organizzazione del lavoro, quali erano gli addeti coinvolti, i costi di una scelta che sembra essere la prima di una serie».
«Visto che siamo stati messi di fronte al fatto compiuto con un diktat - conclude Pelloni - ci siamo alzati dal tavolo. Solo la Cgil ha firmato. Ma domando allora, visto che ci è stato detto, solo a voce naturalmente, che altri reparti faranno la stessa fine, perchè sono stati stanziati 70 milioni di euro per risistemare il Policlinico. E perchè soprattutto si sacrificano dei dipendenti che assistono i malati mentre i dirigenti superpagati restano sempre nello stesso numero».
Saverio Cioce
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