Zincani: «Io, il primo ad indagare Cpl»
Concordia. L’ex procuratore replica ai 5 Stelle: «Ma sulle inchieste in corso nessuno mi ha mai denunciato qualcosa»
CONCORDIA. Sul ruolo di Vito Zincani, ex procuratore capo di Modena e dall’aprile scorso presidente dell’organismo di vigilanza di Cpl concordia, da tempo si discute. Lui, che per anni ha coordinato le indagini nel Modenese, ora è uomo di garanzia della cooperativa che punta a tornare in white list. Ma sul ruolo di Zincani c’è stato un pesante affondo del Movimento 5 Stelle che ha parlato di “sistema preoccupante” attorno a Cpl, chiedendo tra l’altro di far revisionare i suoi bilanci da soggetti estranei al sistema. Ma i 5 stelle si sono chiesti anche perché le indagini non siano partite per tempo da Modena, in particolare “come mai l’azione di Vito Zincani, oggi nell'organo di vigilanza della stessa cooperativa, ma che ricordiamo essere stato procuratore capo della magistratura di Modena, non ha mai messo in luce nulla di queste vicende”.
L’ex pm non ci sta e reagisce, annunciando anche di voler pubblicare a breve online i risultati del proprio attuale lavoro dentro Cpl. «È stata proprio la procura di Modena da me diretta ad avviare il primo procedimento penale contro Cpl Concordia, iscrivendo la società, che aveva ricevuto il rating di legalità dall’autorità garante della concorrenza e del mercato, nell’apposito registro degli indagati, e quando i fatti di cui oggi si occupa la stampa non erano ancora emersi», chiarisce Zincani parlando all’agenzia Dire.
E quindi, taglia corto l’ex procuratore a proposito della domanda sul suo conto del Movimento 5 Stelle, “è una volgare insinuazione per la quale mi riservo ogni opportuna tutela”, e “rispondo che la stessa è semplicemente falsa”.
Zincani torna poi sul fronte giudiziario: «Nessuna notizia dei reati imputati ai dirigenti di Cpl per i quali oggi si procede - segnala - è mai pervenuta alla procura di Modena prima del 31 dicembre 2014, data in cui ho lasciato l’incarico di procuratore, essendo gli stessi venuti alla luce successivamente e in altre sedi».
L’ex pm si sofferma quindi sul suo ruolo di “guardiano” della legalità dentro la cooperativa: «Come presidente dell’organismo di vigilanza ho radicalmente modificato il sistema di prevenzione del rischio di reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’ente. Questo mediante l’adozione di tutti i presidi previsti dalla legge, dalle buone prassi, e dalle linee guida dell’autority anticorruzione, per cui oggi tale rischio è contenuto all’interno di misure molto incisive ed avanzate, che saranno tra pochi giorni liberamente consultabili sul sito web della società. Stupisce e dispiace constatare che si possa spendere il nome di un movimento, che raccoglie un importante consenso tra i cittadini ed al quale vanno le simpatie di molti e mie personali per il forte impegno sui temi della moralizzazione della vita politica, in modo tanto superficiale, con toni esclusivamente scandalistici e risultati di disinformazione, palesemente in contrasto con la gravità e la delicatezza del tema della legalità nelle attività imprenditoriali».
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