Aggrediti da carcerati: la protesta degli agenti
Detenuti che aggrediscono gli agenti della polizia penitenziaria di Sant’Anna e che non vengono puniti. Sono ormai numerosi i casi riferiti nella cronaca solo quest’anno. L’ultimo, gravissimo, pochi...
Detenuti che aggrediscono gli agenti della polizia penitenziaria di Sant’Anna e che non vengono puniti. Sono ormai numerosi i casi riferiti nella cronaca solo quest’anno. L’ultimo, gravissimo, pochi giorni fa: durante la distribuzione del vitto un nigeriano ha picchiato e ferito tre agenti (prognosi di 5 giorni per ciascuno), ma il rapporto sull’aggressione si è concluso con la constatazione che non si riusciva a capire cosa diceva l’aggressore e quindi non sarà punito.
Gli agenti del Sappe ieri mattina hanno protestato per questo e tanti altri episodi che, si sa bene, hanno tutti una comune origine: la gestione degli spazi interni al carcere.
Sant’Anna apparentemente è al suo minimo storico di detenuti presenti: 350 sui 600 massimi. Ma in realtà questo è dovuto alla chiusura di due sezioni e di un padiglione della parte vecchia. E poi c’è l’ormai annoso problema della mancanza del Magistrato di sorveglianza che peggiora sicuramente la situazione, come sottolineato più volte. Ma l’aspetto più grave, spiegano il segretario nazionale Sappe Giovanni Durante e quello provinciale modenese Francesco Campobasso, è dovuto all’applicazione della Legge Torreggiani: per evitare altre multe salate dall’Europa per sovraffollamento del carcere il governo ha aperto gli spazi rendendo “condominali” il corridoio e lasciando le celle aperte. Conclusione: più furti tra detenuti e più aggressività, perché prevale la legge del più forte. Inoltre, gli agenti lamentano l’incapacità di agire perché rischiano di essere puniti loro anziché i detenuti violenti o riottosi. Insomma, se i detenuti hanno più spazio per muoversi, gli agenti non hanno più il controllo. Una situazione molto grave della quale la direttrice è ben consapevole.
Spiega Durante: «Il regime disciplinare, così come impostato oggi, non funziona. Modena non può andare avanti con due agenti ogni 50 detenuti».
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