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La data del Consiglio fa litigare

di Daniele Montanari
La data del Consiglio fa litigare

Pavullo. Consiglieri di maggioranza impegnati. Si passa dal giovedì al sabato

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PAVULLO. Acque politiche di nuovo agitate a Pavullo, dove ieri mattina è si è svolta un'accesa conferenza capigruppo dopo il Consiglio del 24 settembre saltato per mancanza di numero legale: l'opposizione abbandonò l'aula e la maggioranza era segnata da tre assenze (Marco Soci, Chiara Balestri e il capogruppo Leo Lo Russo). Il sindaco Romano Canovi ha biasimato l'accaduto, sottolineando che non deve più ripetersi con le importanti scadenze in vista. Di qui l'appello al senso di responsabilità e la richiesta di un impegno collettivo a garantire il numero legale nelle prossime sedute, che le opposizioni non hanno sottoscritto. È stata quindi sottolineata la necessità di un cambio di collocazione del Consiglio dal giovedì sera al sabato mattina per permettere ai due consiglieri di maggioranza che hanno evidenziato problemi di lavoro (Balestri e Soci) di esserci. Idea a cui la minoranza si è opposta, ma che ai voti è passata lo stesso. Il dopo è stato chiaramente vivace: «Il sistema democratico – ha scritto in una nota Giovanni Bernardoni (Pavullo e Futuro) - prevede che per governare sia indispensabile un mandato che esprime una maggioranza definita dal voto dei cittadini. Mancando queste condizioni, il sindaco deve precipitarsi dal prefetto e rimettere il mandato». «Il Consiglio era già fissato per giovedì 29 – ha osservato Luciano Biolchini (ex Pdl), che ha abbandonato l'incontro – se dei consiglieri di maggioranza non possono garantire la presenza, li facciano dimettere. Io non parteciperò a nessuna seduta in cui la maggioranza si presenti senza numeri». «Ho dato la garanzia della mia presenza nel prossimo Consiglio – ha invece rimarcato Lo Russo (La Torre) – perché ho visto che il chiarimento politico che chiedevo si è avviato. Ma non trovo giusto che la seduta salti se a qualcun altro di noi viene un raffreddore, per cui mi sembra logico lo spostamento al sabato». «Già in passato ci sono stati Consigli di sabato – ha chiosato Canovi – e trovo assurdo chiedere le dimissioni di consiglieri la cui unica colpa è quella di aver trovato da lavorare, così come ritengo strumentale l'atteggiamento di quei membri di minoranza che il 24 non hanno abbandonato la seduta all'inizio ma solo dopo la discussione delle loro mozioni. Il Consiglio lo faremo il 31 con i numeri e l'approvazione di un documento di straordinaria importanza come il Piano operativo comunale».

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