«Partecipavamo a progetti a sua insaputa»
Da tutto il mondo testimonianze di affetto per il soprano: «Le proponevano idee non alla sua altezza»
Gli allievi della Freni, ed ex frequentatori del Cubec, attaccano senza mezzi termini l'accademia musicale del San Paolo.
Dopo il brasiliano Felipe Oliveira, pubblicato due giorni fa, riportiamo ora quanto dice il suo collega Matteo Lippi, tenore genovese di 31 anni, che non va per il sottile: «Insieme a Felipe Oliverira, studio con la signora Freni dal 2011, anno in cui entrammo nell'accademia modenese. In questi anni abbiamo sempre assistito ad una certa discrepanza artistica tra il valore della nostra insegnante e gli effettivi impegni a cui eravamo obbligatoriamente chiamati a partecipare, pena la decurtazione o addirittura l’esclusione dalla borsa di studio ottenuta. Questi impegni e progetti erano, a mio parere, di un livello molto basso per una scuola internazionale con una docente di tale livello. Detto questo, non immaginavamo che oltre a questo tipo di problema si arrivasse ad una vera mancanza di rispetto da parte di Montanari nei confronti della Freni. Mi spiego. Durante l'ultimo anno accademico noi allievi ci siamo resi conto di quante cose venivano omesse a Mirella Freni: ho assistito personalmente a “lezioni” impartite da un secondo me inadatto aspirante direttore d'orchestra, Nicola Valentini, insignito del titolo di Direttore Musicale della scuola, all'insaputa della signora Freni. Per non parlare di alcuni colleghi che parteciparono ad un progetto con l'orchestra Spiramirabilis, invitati a nascondere la cosa alla signora Freni per evitare discussioni in merito. Insomma, la nostra reazione fu quella lettera che non fu subito inviata ai giornali in quanto ancora non si sapeva cosa davvero sarebbe accaduto alla scuola. Portammo a termine tutti gli impegni fino alla fine dell'anno accademico solo e soltanto per salvaguardare il lavoro che avevamo fatto con la nostra insegnante. Sono queste le motivazioni alla base della rottura del grande soprano, e non questioni economiche. Credo sia davvero importante sottolinearlo».
Interviene anche Ayse Sener, soprano, nata nel 1987 a Izmir in Turchia: «Mirella Freni spera sempre il meglio per i suoi allievi e ci ha insegnato tantissime cose negli anni. Ma qualcosa non andava: il direttore del Cubec quando organizzava dei progetti e dei concerti non informava la signora Freni in tempo e quando lei ci chiedeva il motivo Montanari ci metteva in difficoltà perché pareva avessimo deciso noi allievi spontaneamente di fare questi progetti. Ci fidavamo delle parole di Michele Montanari, ma alla fine ci siamo accorti che ha detto molte bugie. Spero solo che non ci siano bugie anche sulla gestione economica, ma su questo non posso fornire alcuna testimonianza». (s.l.)
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