Il servizio civile è donna e Sassuolo ora fa scuola
Dei dodici giovani che si mettono a disposizione del Comune undici sono ragazze Saranno destinati a biblioteca, Centro famiglie, servizio istruzione e Unione
Dopo dieci anni, da quando è stato eliminato il servizio di leva obbligatorio ed è stato istituito il servizio civile volontario, questa esperienza destinata ai giovani ha preso piede.
E se ci sono stati anni in cui la crisi economica ha portato al taglio dei progetti approvati e finanziati, adesso siamo in una felice stagione che per il Comune di Sassuolo significa al momento dodici volontari in servizio attivo, più due che potrebbero arrivare grazie a un finanziamento straordinario. Il progetto entro il quale il Comune utilizza i volontari del Servizio civile, nazionale e regionale, si chiama “Incontrare relazioni positive” ed è dedicato all’ambito dell’educazione e dei giovani. I ragazzi sono quindi impegnati principalmente in biblioteca, al Centro per le famiglie, al servizio istruzione del Comune e al coordinamento pedagogico dell’Unione Comuni. Fra le mansioni svolte c'è l’assistenza agli operatori nelle varie sedi ma anche la possibilità per esempio di fare da accompagnatori sugli autobus scolastici, instaurando legami diretti coi ragazzi.
Se un tempo il servizio civile alternativo alla leva militare era esclusivamente maschile, l'opportunità del servizio volontario viene invece colta da moltissime ragazze. A Sassuolo sono undici su dodici volontari. I volontari nei mesi primaverili vengono affiancati da studenti di scuole superiori, in un’ottica di ulteriore promozione dell’istituto del Servizio civile. Nel loro percorso di attività inoltre svolgono diverse ore di formazione personale e i risultati della loro attività sono periodicamente monitorati dai servizi responsabili del progetto.
Tutti i ragazzi coinvolti a Sassuolo concordano sulla validità formativa del Servizio civile e sul fatto che sia un'ottima opportunità, colta fra l’altro non solo da giovanissimi (è aperto fino ai 29 anni). C’è chi lo ha scelto per crescita personale, chi per formazione professionale.
Jessica ha 28 anni e ha colto l'occasione «perchè mi sembrava un bel modo per dare una mano in questo periodo di crisi sociale ed economica. Alla base di una società ci sono le relazioni fra persone e questo progetto mi consente di valorizzarle. In più mi dà la possibilità di imparare a muovermi in un contesto lavorativo».
Valentina invece di anni ne ha solo 20 «e ho scelto di provare questa esperienza in attesa di trovare un lavoro dopo essermi diplomata. L’ambito mi piace, avevo già fatto volontariato in contesti simili, mi aiuta a crescere anche in vista di una professione futura».
Oltre all'opportunità lavorativa c'è anche il percorso di crescita: Manuel, 28 anni riscontra «molti risultati acquisiti a livello di mie competenze professionali e a livello di crescita personale. Quest’esperienza mi sta cambiando come persona».
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