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«Mi ha dato la forza di fare questo lavoro»

«Mi ha dato la forza di fare questo lavoro»

Il soprano Eleonora Buratto, in scena stasera, ricorda gli esordi sotto l’insegnamento del tenore

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MODENA. Eleonora Buratto, giovane soprano mantovano, fa parte del cast del concerto di questa sera per gli 80 anni di Luciano Pavarotti con cui ha avuto anche l'onore di apprendere importanti insegnamenti anni fa all’inizio della sua carriera. Dopo aver esordito da giovanissima nel ruolo di Musetta in “Bohème” nel 2007, ha lavorato in questi anni sempre con grandi maestri del calibro di Riccardo Muti, con cui ha esordito nel 2009 nel ruolo di Creusa nel “Demofoonte” e che la dirigerà anche stasera. Eleonora vanta diversi successi e lavori esteri che questo inverno ed il prossimo anno la porteranno in giro per l'Europa e negli Usa dove a febbraio debutterà al Metropolitan di New York.

Lei ha avuto l'occasione di conoscere Luciano Pavarotti, cosa le ha insegnato?

«Si ho avuto questa grande possibilità e devo dire che quello che mi ha regalato è stata la forza di poter fare questo lavoro, mi diceva che ce la potevo fare ma nel momento in cui una persona come il Maestro Pavarotti ti incita e crede in te allora ti dici davvero “Ce la devo mettere tutta e ce la farò” e tutt'oggi porto nel cuore i suoi preziosi insegnamenti».

Come lo ricorda?

«Era una persona estremamente generosa e amava i giovani, li voleva aiutare perché così come era stato aiutato lui dalla vita lo voleva fare anche con le altre persone. Mi ha regalato la sua esperienza e mi dispiace davvero tanto non potergli far sentire come sono diventata ma soprattutto non poter avere i suoi consigli ora che sono maturata professionalmente, che ho una tecnica più solida e che saprei gestire molto meglio i suoi consigli».

Non solo Pavarotti ma c'è anche Muti nella sua strada professionale...

«Muti ha avuto una grande importanza nella mia carriera artistica perché anche lui ha creduto da subito in me e mi ha fatto crescere dandomi opportunità per dimostrare che avevo le possibilità di crescere da sola; ma è come se regolarmente volesse verificare di aver avuto ragione con me. Ovviamente oggi il rapporto è molto bello, c'è una bellissima intesa musicale e io gli devo tanto davvero, non smetterò mai di ringraziarlo di tutte le opportunità che mi ha dato e che mi sta dando, è veramente “il maestro”».

Quali sono le difficoltà di questo mestiere?

«Bisogna essere pronti anche ai momenti di sconforto e bisogna avere tanta determinazione e forza d'animo, questi momenti arrivano per tutti e sono l'occasione per fare i conti con se stessi e io pur avendo avuto le mie crisi ho sempre continuato e l'incontro con la mia insegnante Paola Leonini è stato davvero essenziale, un lavoro di crescita vocale che continua tuttora».

Un'opera che vorresti interpretare in futuro?

«Sicuramente Desdemona e poi il mio grande sogno nel cassetto che è “Il trovatore”».

Serena Fregni

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