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Arte: nozze tra Modena e Ferrara

Arte: nozze tra Modena e Ferrara

Il ministro Franceschini: «La Galleria Estense va accorpata alla Pinacoteca»

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Pinacoteca di Ferrara e Galleria Estense di Modena: il matrimonio s’ha da fare. Parola di Dario Franceschini, ministro della Cultura che ieri a Ferrara è tornato sull’argomento.

Le questioni legate al futuro della Pinacoteca sono state affrontate in un mini-vertice tra lo stesso ministro, i referenti dei Musei regionali e dei Beni culturali, Anna Stanzani (Pinacoteca) e il vicesindaco Massimo Maisto. Nel corso del vertice è emerso, in particolare, l’ipotesi già molto avanzata di assegnare alla Galleria Estense di Modena anche la Pinacoteca nazionale di Ferrara, oltre alla Biblioteca estense. Il progetto era emerso nel resoconto da parte della Confasal di una riunione sindacale nazionale dell’8 ottobre, a Roma, nella quale si era parlato delle modifiche da apportare al decreto del 23 dicembre 2014, che istituì 20 musei autonomi nazionali tra i quali, appunto, la Estense. L’accorpamento della Pinacoteca avrebbe il vantaggio di sfruttare i canali preferenziali di finanziamento di un museo nazionale, che faranno comodo molto presto, proprio per completare il potenziamento dell’impianto di riscaldamento-raffrescamento: serviranno 5-600mila euro, secondo i primi calcoli, anche se Franceschini ha invitato le soprintendenze a presentargli un report dettagliato su questo specifico aspetto. I lavori già in corso dopo il parziale blocco dell’inverno scorso, e che riguardano meno di un terzo degli spazi della Pinacoteca, saranno invece completati con l’aggiunta di circa 50mila euro.

L’asse Estense, tra Ferrara e Modena, è il pallino del ministro, e anche la fusione della Pinacoteca nel corpo della grande Galleria avrebbe una logica di “area vasta”. Bisogna però misurarne le conseguenze in termini di autonomia di uno dei pochi musei nazionali del nostro territorio. Tanto più se, nel frattempo, andrà avanti il progetto di trasloco di un gruppo consistente di opere da corso Ercole d’Este al Castello di Ferrara, da poco passato alla gestione del Comune.

Risulta che Franceschini abbia dato il suo assenso ad approfondire questo filone operativo, con il varo di un gruppo di lavoro Comune-ministero in grado di studiare quanti e quali capolavori traslocare, all’interno di quali spazi collocarli e con quali tempistiche. Un Castello finalmente riempito di contenuti artistici di epoca medievale e rinascimentale (da Gentile da Fabriano al Bastianino) acquisirebbe un valore aggiunto da trasformare in moneta sonante sul mercato turistico. È però chiaro che una Pinacoteca svuotata da buona parte dei suoi capolavori trasferibili, porterebbe in dote al matrimonio con l’Estense parecchi problemi da risolvere (l’impiantistica, appunto, e in generale il mantenimento di una fruizione al pubblico di grandi spazi semivuoti) e un valore aggiunto tutto da misurare. In ogni caso difficilmente il trasloco potrebbe avvenire prima della sistemazione di Palazzo Massari, cioè il 2018 e oltre, in quanto le opere di Boldini e De Pisis destinate per quella data a tornare nella collocazione all’interno del Quadrivio rossettiano, rischierebbero di “fare concorrenza” ai nuovi arrivi.(s.c.)

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